Monday, May 05, 2008

Colonna sonora senza titoli di coda



Apro la porta e sono fuori, un grosso respiro d'aria fresca mi dilata i polmoni. Poi un passo, due. Il rumore dei miei tacchi sull'asfalto nonostante la musica alle orecchie. Dall'altra parte della strada c'e' la stazione metro di Caledonian Road, un centinaio di passi o poco piu'. Nell'altra direzione, una lunga lingua d'asfalto ti fagocita nello stomaco ampio della stazione di King's Cross: un brusio di passi, una moltitudine di voci, un' infinita' di suoni indistinti che ti appiattisce, ti cancella e di te solo l'ombra sul selciato.

John mi saluta, sorridente come tutte le mattine in cui e' di turno. John, lui mi ha sempre sorriso, non riesco a ricordare un giorno in cui non lo abbia fatto. John scherza, lo fa sempre, vuole che lo sposi. Non sa quasi nulla di me, tranne quello che le apparenze suggeriscono, ne` io so nulla di lui, una reciproca mancanza, eppure il suo sorriso riempie la mia giornata, la scalda di un affetto sincero.

Non sarebbe la stessa cosa se John di tanto in tanto non apparisse mezzo busto dietro il gabbiotto della biglietteria, con il suo viso rotondo e quel sorriso generoso.

Anche Therry, il mio gentelman inglese, che chiede sempre come stai e che dice buongiorno in italiano merita di essere qui, fra le mie pagine ma oggi non c'e`, non e` di servizio, mi manchera' oggi. Mi infilo nell'ascensore trafilata, le porte si chiudono con quel rumore metallico che le contraddistingue.

Dove sto andando? E soprattutto ha veramente importanza? Io percorro le mie strade, le sciolgo come un gomitolo di lana, cammino con quel passo di chi sa' cosa vuole e come ottenerlo. Eppure eccomi basta un niente e sono perduta dietro un fil di ferro di pensieri. Se ti muovi, se cerchi di svincolarti e' sangue che scorre lungo le gambe. Ci sono cose da fare, decisioni da prendere e questo tempo gia' dilatato all'infinito sembra non essere abbastanza.

La musica continua a suonare brani a random creando quella strana commistione di melodico e martellante che a tratti fa male alle orecchie, eppure non puoi farne a meno di questa colonna sonora senza titoli di coda.

Voglio tornare a casa, infilare la testa sotto il cuscino, dormire un sonno profondo...

6 comments:

pezmas said...

La sensazione è quella di trovarsi lì con te, su quelle strade, con le cuffiette alle orecchie, con quel senso di smarrimento che contringe il cuore fino a farti mancare il respiro. Una cascata di piccoli eventi quotidiani che conducono al filo della voglia di evadere. Evasione costosa e faticosa, troppe energie da raccoglie e concentrare per poter catapultare il proprio spazio in altre avventure. Un senso del dovere troppo radicato per poter lasciare tutto per quello che non ti assicura nulla di meglio di ciò che lasci. Allora, meglio mettere giù la testa tra il fresco del cuscino, dormire, dormire e sperare di svegliarsi quando tutto sarà finito.
Grazie per relalarci tutte queste emozioni in poche righe! Sei grande!
Max.

Dafne said...

Stellina le strade di Roma ti aspettano ed io ti camminerò a fianco...

Anny

smoky man said...

Strange streets. Strange life. A big smoky kiss from Sardinia ;)

smok!

Artemisia said...

@Pezmas:Grazie, per le tue bellissime parole. E' bello leggerti e sentire che mi hai capita, che sono arrivata a te..che per un attimo io sono riuscita a sfiorarti, non c'e' regalo piu' grande di un momento d'intesa...ti bacio.

Artemisia said...

@Dafne:In realta' la tua luce illumina sempre la mia strada...ovunque io sia...un bacio

Artemisia said...

@ smokyman: a silent amazing friend...felice di averti ritrovato...big kiss to you from London!