Sunday, February 06, 2011

Come le foglie


Un ostinato, perpetuato silenzio. Voluto, stimato, ponderato.
Non perché non ci sia nulla da dire, perché non siano accaduti fatti rilevanti. Al contrario.
Bisogna sapere riconoscere il momento, quello in cui parlare ha un valore e quello in cui tacere ne ha uno maggiore.
Condividere i miei pensieri mi sembra delle volte una concessione di gran lunga troppo generosa anche per gli auditori più squisiti, figuriamoci gli altri.

Sai con quanto disprezzo dico "altri".

La parola è sopravvalutata.

Tuttavia ora qualcosa voglio raccontartela.
Verso la fine di Dicembre sono tornata a Londra. Un viaggio tutt'altro che programmato, l'immediatezza ha impedito alla coscienza quegli inutili riflussi di sensi di colpa. Ed è stato strano, a tratti surreale, rivedermi lì in quel aeroporto da dove sono partita mille volte tranne che l'ultima.
Metaforicamente o no una parte di me è rimasta lì, una parte di me non è mai partita.
"Lasciarci in eredità" ai posti dove siamo stati è una delle cose più malinconiche e sublimi che possano accaderci.
Mentre aspettavo il treno per arrivare in città, sono stata abbracciata da una morsa gelida di vapore e oscurità.
Ho sentito il rumore delle scale mobili stridere rumorosamente nel ventre grigio della stazione. Un ostile benvenuto, ho pensato.
Ed invece no, perché nonostante le ragioni avverse che mi ci hanno portato, mi sono resa conto di quanto quella città mi somigli. Le strade percorse mille volte, la ragnatela della metropolitana che conosci a memoria, le persone che sono sempre diverse e tutte estraneamente uguali.

Mi sono sentita più a casa che nel territorio iberico e questo mi ha fatto riflettere, molto.
Ho amato ricordarmi li, ho ricordato di essere stata felice.
Forse è tempo di rifare la valigia.

Il Natale dovrebbe avere a che fare con la nascita, con il rigenerarsi ed invece io l'ho trascorso come una decorazione sull'albero, deliziosamente addobbata in attesa d'altro. Se non ti porta regali, di sicuro ti porta grandi riflessioni sulle quali intrattenerti. Io ne ho avuta una fra tutte. D'altro canto non c'era da stupirsi, i segni si erano manifestati da tempo.
Non so spiegarlo ma non provo dolore, non provo neppure dispiacere.

Ed ora che tutto questo è passato io so che mi aspetta una grande prova. Che devo prendere delle decisioni importanti, che il tempo è arrivato ed io sono pronta.
Il vento sta cambiando, ancora.






3 comments:

LaDà said...

come mary poppins o dorothy, basta seguire la corrente del vento giusta, e ti trovi nel posto che desideri.

"A." said...

Bella canzone Artemisia... Quì nel tuo spazio era la nota che mancava.

Artemisia said...

Sentitamente ringrazio.