Sunday, September 06, 2009

When September ends


Ho acquistato un  biglietto di sola andata per la Spagna. Quando Settembre conterà i suoi ultimi giorni io preparerò la mia valigia e me ne andrò.
Di fronte a delle scelte di questo tipo non ci sono mai delle consolidate ragioni per cui andare ma ce ne sono delle ottime per non restare e questo è quello che basta.
Questo protratto soggiorno romano, questa estate calda che si è consumata lenta, che ha arso al sole molte delle mie convinzioni, lascerà un segno profondo in me. 
Londra con  il suo cielo plumbeo, con il suo cuore di metallo è ormai una vecchia storia, una di quelle che si consumano tra le pareti di una casa dalle scale strette e dal pavimento scricchiolante di legno e moquette.  A Roma la quiete di una estate, il sole  che finalmente ferisce gli occhi  da troppo a lungo abituati alla notte ma che ti promette qualcosa che non ti darà. E di nuovo l'inverno che con la pioggia disegna lacrime sulla finestra e che ti accompagna in interminabili pomeriggi. Attendere a lungo l'estate, desiderarla nel fiorire della primavera. E poi arriva, calda, una lunga lingua di fuoco che ti dice tutte le cose che non vuoi,  tutte le cose che vorresti non credere, tutta la verità insomma. Ed ora non resta  che tracciare un nuovo percorso, spostare con le mani nude gli ultimi ostacoli emotivi e fare un salto nel vuoto. Lenire il corpo bruciato con le foglie umide dell'autunno. Se non avessi paura vorrebbe dire aver scelto con superficialità ed approssimazione ma non è così. In tutto questo c'è solo l'incoscienza del credere che a qualcuno mancherò. Ora so molte cose, le ho acquisite mio malgrado. La consapevolezza non ha nulla  a che spartire con la felicità. 
Porto con me solo l'essenziale. Non lascerò briciole di pane per chi vorrà seguirmi ma le persone importanti sapranno sempre dove trovarmi.
La lontananza, quella fatta di chilometri, di miglia, quella che separa il mare dai monti, i ghiacciai dai deserti non è mai esistita. La distanza, quella si che esiste, incolmabile, irrimediabile. 
Amaro disincanto.




2 comments:

gugu said...

c'è un libro (ormai popolare come l'odioso Piccolo Principe, temo) che nella sua semplicità mi dà i brividi ogni volta che lo leggo. e tra una frase e l'altra spuntano gioielli come questo: "If our friendship depends on things like space and time, then when we finally overcome space and time, we've destroyed our own brotherhood! But overcome space, and all we have left is Here. Overcome time, and all we have left is Now. And in the middle of Here and Now, don't you think that we might see each other once or twice?"
No, non vi dico che libro è. Troppo comodo.

LaDà said...

credimi, a qualcuno mancherai.
a me mancherai.


per le cose più belle e sentite ci risentiamo...
:P