Impopolare. Io sono impopolare. Non ricordo bene cosa debba aver alimentato questa considerazione di me che pure deve essere stata latente, sopita dalle cortesie apparenti delle circostanze. La verità è che io sono scomoda. Credo sia difficile dover rimettere in discussione tutti quei luoghi comuni che così comodamente avevano giustificato insopportabili mancanze estetiche e che ancor di più, hanno mostrato in modo incontrovertibile, incolmabili fragilità intellettuali. E' meglio credere che io non esista, che io sia una invenzione di una mente avvelenata dalla gelosia e dall'invidia. Bisogna creare un pretesto, uno qualsiasi, che finga indignazione e che possa allontanarmi senza diritto di replica. Mai parlare con me, mai cadere nell'errore di cedere alla seduzione delle mie parole, potrebbero essere così dolcemente convincenti, trarrebbero sugli scogli della incertezza anche le opinioni dei più esperti marinai dell'eloquenza. Quello che non possono accettare è che una bambola possa parlare, che quello che possa dire si riveli addirittura interessante è decisamente troppo, se quello che dice è poi scomodo ed irriverente è assolutamente inaccettabile. Una bambola non dovrebbe parlare. Questo è mostruoso. Questo sovverte l'ordine delle cose. Dunque la soluzione è presa, facciamo finta che non esista e non esisterà. Rompere la bambola, spezzarla a metà. Qualcuno avrebbe dovuto dire loro che non basta chiudere gli occhi perché una realtà incomoda smetta di esistere. Forse potranno eludere la loro banalità per un pò, circondarsi di mediocrità che li faccia sentire nel salotto comodo delle propie superficialità. La verità è che una bambola rotta non piange mai.
Thursday, February 26, 2009
A broken doll never cry
Impopolare. Io sono impopolare. Non ricordo bene cosa debba aver alimentato questa considerazione di me che pure deve essere stata latente, sopita dalle cortesie apparenti delle circostanze. La verità è che io sono scomoda. Credo sia difficile dover rimettere in discussione tutti quei luoghi comuni che così comodamente avevano giustificato insopportabili mancanze estetiche e che ancor di più, hanno mostrato in modo incontrovertibile, incolmabili fragilità intellettuali. E' meglio credere che io non esista, che io sia una invenzione di una mente avvelenata dalla gelosia e dall'invidia. Bisogna creare un pretesto, uno qualsiasi, che finga indignazione e che possa allontanarmi senza diritto di replica. Mai parlare con me, mai cadere nell'errore di cedere alla seduzione delle mie parole, potrebbero essere così dolcemente convincenti, trarrebbero sugli scogli della incertezza anche le opinioni dei più esperti marinai dell'eloquenza. Quello che non possono accettare è che una bambola possa parlare, che quello che possa dire si riveli addirittura interessante è decisamente troppo, se quello che dice è poi scomodo ed irriverente è assolutamente inaccettabile. Una bambola non dovrebbe parlare. Questo è mostruoso. Questo sovverte l'ordine delle cose. Dunque la soluzione è presa, facciamo finta che non esista e non esisterà. Rompere la bambola, spezzarla a metà. Qualcuno avrebbe dovuto dire loro che non basta chiudere gli occhi perché una realtà incomoda smetta di esistere. Forse potranno eludere la loro banalità per un pò, circondarsi di mediocrità che li faccia sentire nel salotto comodo delle propie superficialità. La verità è che una bambola rotta non piange mai.
Thursday, February 05, 2009
Leaving Caledonian

Tuesday, December 02, 2008
Note sparse su quaderni senza musica

" Lui era il mio Nord, il mio Sud , il mio Est ed il mio Ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica, Il mio mezzodì, la mia mezzanotte, la mia lingua, il mio canto; pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto." W. H. AudenRispolvero le cose intorno, si alza una leggera impercettibile polvere di passato. Tra le cose ormai mute trovo un piccolo quaderno, ha le pagine bianche a righe. Sono passati otto anni, così scrivevo :
Wednesday, October 22, 2008
Parlando con Ambrosia

Sunday, October 12, 2008
Avrebbe dovuto essere l'arcobaleno

Avrebbe dovuto essere l'arcobaleno con i suoi sette colori: il rosso scarlatto, l'arancio caldo, il giallo brillante,il verde viridian, l'azzurro profondo, le sfumature di indaco e il violetto intenso ma è arrivata la tempesta che ha sepolto lo spettro di luce in coltri pesanti di nuvole scure. Niente refrazione, niente dispersione di luce contro le pareti di quelle gocce d'acqua sottili come fili di seta. Troppo pesante questa inaspettata pioggia, questo diluvio dell'anima. Ero partita per restare solo un pò, prendere aria, quell'aria fresca e buona che precede una pioggia estiva, quell'aria che sa di terra. Ma le cose sono andate per le lunghe e sono rimasta legata in fili elastici di pensieri, di decisioni ormai irrimediabili, di considerazioni inequivocabili. Londra dovrà aspettare ancora un pò, e questo soggiorno romano diventa meno gradito.Tutte le persone che pensavo rendessero questo un posto speciale sono inutili e vuote , sono superficiali difronte alle mie fragilità.Non provo tristezza ma solo rabbia e disprezzo. Nel frattempo è stato il giorno del mio compleanno. Credo di essere stata felice. Un giorno forse. Però dopo ho continuato a pensare e a vedere le cose come illuminate dalla luce verdastra di una lampada alogena. Passo lunghe notti sprofondata in pensieri inaccessibili a chiunque e non credo di aver mai sperimentato tanta solitudine. Ci sono dei posti dove siamo irraggiungibili, a volte anche da noi stessi. Vorrei solo silenzio. Mio Capitano mi dispiace averti dissertato.
Sunday, August 31, 2008
Rosso scarlatto

Tinte forti, striature rosse che squarciano il cielo come ferite da taglio.
Questo è il tempo del rosso scarlatto.
Duplice è la natura del rosso che tinge caldo, che macchia indelebile, che è passione e sangue rappreso.
Sporche di rosso sono state queste giornate.
Nel silenzio le ho sentite passare, giornate dal profumo di rosa, giornate dall' odore del ferro. Tutto è stato così inatteso. E' bello lasciarsi sorprendere anche quando la sorpresa non è detto che sia gradita.
Sono stata sottovalutata.
E' chiaro che qualcuno ha creduto ingenuamente di valutarmi per le apparenze. Che donna frivola posso sembrare nel mio vestito rosso, con le mie unghie laccate , con le mie labbra lucide a specchio, con miei tacchi alti e quell'andatura ondeggiante per coloro che non sanno capire quanto mi piaccia, quanto possa essere vantaggioso, essere sottovalutata. Sottovalutarmi li rende così vulnerabili.
Le apparenze li guidano da me come il canto ammaliatore di una sirena e quando si rendono conto di non aver ben considerato è ormai irrimediabilmente tardi.
E alla sera di questo giorno ti rendi conto che le tinte e i colori mutano ancora, incapace di afferarli, come il febbrile tentativo di un pittore en plain air, cerchi di immobilizzarli in un ricordo.
Un altro colore presto sostituirà il rosso...
Queste sono le mie cinque nomination per il blog day:
- Dioblog Suggeriti anche l'anno scorso, gli autori di questo blog restano vincitori indiscussi anche quest'anno. E' chiaro che non farsi mai stare bene niente è una parziale risposta ad una complessa domanda. In loro riconosco la mia stessa arroganza.
- Walk the Plank Nessuno può parlare meglio di lui che non se stesso. Queste le sue parole: "Nella mia personale passeggiata su questa striscia di legno che sovrasta un mare agitato, poche cose credo di aver capito; una su tutte, che ormai da molto mi porto dentro, è che alla fine nessuno fa ridere il buffone..."
- BadKarma Sito ufficiale del movimento per la seconda adolescenza
- Smokyland Dalla nebbia color antracite di una matita smoky man disegna un mondo che non avete mai visto
- Quaderno degli appunti Perchè lui mi legge ed io vorrei ricambiare la cortesia ma nonostante ci abbia provato non ho ancora capito di cosa parli.
Thursday, July 31, 2008
Sunday, July 20, 2008
Roots

Tuesday, July 08, 2008
Fuoco cammina con me

Tuesday, June 10, 2008
Quando Artemisia incontro` elDievel

Monday, June 02, 2008
Maschere Impure

Friday, May 23, 2008
Filosofia negativa

Tuesday, May 13, 2008
La classe non e` acqua
semplicemente d' interaggire, d' invadere lo spazio mentale ed emotivo degli altri. Una nota stonata in una sinfonia (la mia) quasi perfetta, una macchia indelebile sul mio vestito bianco, il gessetto sulla lavagna, il latte versato, le unghie che che stridono su una superficie liscia. Dio! chiudile per sempre quella bocca, impediscile di dire cose che nemmeno per un secondo sono passate a sfiorare l'anticamera vuota ed inutile del suo cervello.Monday, May 05, 2008
Colonna sonora senza titoli di coda

Apro la porta e sono fuori, un grosso respiro d'aria fresca mi dilata i polmoni. Poi un passo, due. Il rumore dei miei tacchi sull'asfalto nonostante la musica alle orecchie. Dall'altra parte della strada c'e' la stazione metro di Caledonian Road, un centinaio di passi o poco piu'. Nell'altra direzione, una lunga lingua d'asfalto ti fagocita nello stomaco ampio della stazione di King's Cross: un brusio di passi, una moltitudine di voci, un' infinita' di suoni indistinti che ti appiattisce, ti cancella e di te solo l'ombra sul selciato.
John mi saluta, sorridente come tutte le mattine in cui e' di turno. John, lui mi ha sempre sorriso, non riesco a ricordare un giorno in cui non lo abbia fatto. John scherza, lo fa sempre, vuole che lo sposi. Non sa quasi nulla di me, tranne quello che le apparenze suggeriscono, ne` io so nulla di lui, una reciproca mancanza, eppure il suo sorriso riempie la mia giornata, la scalda di un affetto sincero.
Non sarebbe la stessa cosa se John di tanto in tanto non apparisse mezzo busto dietro il gabbiotto della biglietteria, con il suo viso rotondo e quel sorriso generoso.
Anche Therry, il mio gentelman inglese, che chiede sempre come stai e che dice buongiorno in italiano merita di essere qui, fra le mie pagine ma oggi non c'e`, non e` di servizio, mi manchera' oggi. Mi infilo nell'ascensore trafilata, le porte si chiudono con quel rumore metallico che le contraddistingue.
Dove sto andando? E soprattutto ha veramente importanza? Io percorro le mie strade, le sciolgo come un gomitolo di lana, cammino con quel passo di chi sa' cosa vuole e come ottenerlo. Eppure eccomi basta un niente e sono perduta dietro un fil di ferro di pensieri. Se ti muovi, se cerchi di svincolarti e' sangue che scorre lungo le gambe. Ci sono cose da fare, decisioni da prendere e questo tempo gia' dilatato all'infinito sembra non essere abbastanza.
La musica continua a suonare brani a random creando quella strana commistione di melodico e martellante che a tratti fa male alle orecchie, eppure non puoi farne a meno di questa colonna sonora senza titoli di coda.
Voglio tornare a casa, infilare la testa sotto il cuscino, dormire un sonno profondo...
Wednesday, April 30, 2008
Vanita`

Monday, April 14, 2008
Pensieri torbidi

Monday, March 17, 2008
Reciproche indifferenze

Un sorriso e' un ottimo modo per iniziare un' amicizia e sicuramente il migliore per farla finire.
Oscar Wilde
Non credo che M. abbia mai veramente voluto essere nella mia vita ed e' per questo che trovo giusto che vi esca.
Ovviamente non staro' a chiedergli il permesso per poterlo licenziare. Ridicoli, ridicoli diventano gli altri quando smettono di essere di nostro peculiare interesse. Ed e' probabilmente per questo che M. deve uscire di scena a questo punto della storia perche' ha sicuramente smesso di destare quel poco di interesse di cui io lo avevo rivestito. Cosi' con un sorriso che la dice lunga sulla natura frivola del nostro rapporto, M. si smaterializza. Per cancellare M. basta la mia volonta perche' M. non ha mai dimostrato di possederne una propia. Con sincerita' credo di avergli sempre offerto molto di piu' di quello che lui potesse mai dare a me e credo di averlo fatto con generosita'. La sua incapacita' di saper apprezzare lo rende soggetto ha questo giudizio.
Liquidarlo in modo gentile e' il trattamento che gli e' stato riservato. Un sorriso ampio, generoso, un arco che si disegna sul viso, una virgola orizzontale, placida, distesa che mi sottrae a parole superflue per una decisione irrevocabile. Non c'e' da temere fraintendimenti, il sorriso sottolinea incisivamente la mancanza assoluta dell'azione. E' una totale accondiscendenza al menefreghismo.
Addio. Tutto quello che gli devo e' solo un saluto e nulla piu'.
Ora guardo con interesse a stelle nascenti
Wednesday, March 12, 2008
La medaglia e il suo doppio
Le cose sono andate grosso modo cosi', perdonami se trascurero' i dettagli che riterro' superflui, se modifichero' la versione dei fatti, se il discorso ti sembrera' plagiato dal mio punto di vista, reso duttile dalla vacuita' delle mie parole ma d'altra parte, tu ed io sappiamo bene che se pure dovesse esistere una verita', unica e sola, io tenterei di corromperla a mio propio vantaggio. E' questo quello che ti piace di me, la poliedricita' delle mie conclusioni, la fraudolenza delle mie posizioni. Tutto e' accaduto qualche tempo fa', non troppo a dire il vero ma ultimamente il tempo mi sfugge: esteso come un oceano a volte, troppo per essere contenuto tra i fragili argini della memoria,delle altre solo un rigolo d'acqua, una goccia che stilla da un alambicco; troppo lento per essere vissuto. Comunque in questo tempo che forse e' solo ieri, ho capito che non ho piu' voglia di aspettare. Voglio tutto quello che e' mio e lo voglio ora.Voglio i miei meriti. No, considerazioni del genere non scaturiscono dal nulla, devono essersi nutrite di un frutto che sembra non essere mai maturato, troppo acerbo per essere mangiato. Basta, dammi quello che e' mio, mi spetta. Ho fatto molta strada per questo, ho rinunciato alla comodita' delle mia precedente vita. Ho lascito la certezza per l'incertezza. Ora devo solo seguire la strada dei seguaci di Warburg, leggero' le loro pagine e le faro' mie. Delle volte Greta ed io passeggeremo insieme, o forse trascorreremo dei lunghi pomeriggi a casa in quei fitti discorsi che io e lei sappiamo intrattenere, cosi' aspetteremo la primavera...cosi' aspetteremo.Sunday, March 02, 2008
Metamorfosi

Friday, December 28, 2007
Il giardino dei ciliegi


