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Sunday, September 16, 2012

The rules of the Game


In palio il cuore, un pugno palpitante di carne.

Queste le regole del gioco: Al tavolo siedono solo due giocatori: tu ed io. Per sedersi al tavolo è necessario un invito, il mio.
Terzi giocatori sono invitati a lasciare il tavolo da gioco senza rimostranze.

Le regole mi dispiace dirlo, non sono delle più semplici e tuttavia devono essere rispettate.
Se bari, se bluffi, se le tue carte sono truccate prima o poi io lo scoprirò. In questo caso il gioco è finito e tu hai perso.

Per vincere serve tattica, una certa scaltrezza, una perseverante intelligenza e una buona dose di fortuna perché ogni tanto sarà necessario tirare i dadi del destino, affidarsi al caso o ad un innato senso per la strategia. Sono qualità che possiedi?

Sii stratega abbastanza da non farmi prevedere le tue mosse, non mi piace giocare a carte scoperte, il gioco diventa meno interessante e a me piace essere stupita. Saprai stupirmi?

Gioca per vincere o non giocare affatto.
Per giocare ci vuole ironia.
Per giocare bisogna essere sportivi abbastanza da accettare il vantaggio che qualche volta uno dei due avrà sull'altro, e desiderare profondamente di volerlo colmare.

Fammi vedere con quale maestria mi guarderai negli occhi, tenendo le tue carte, conquistandoti la mia stima con l'abilità di colui a cui non piace perdere.

Io aspetterò la tua mossa con altrettanta audacia, giocherò le mie carte con attenzione e farò sempre in modo di riservarti qualche asso che prontamente tirerò fuori dalla manica, nel momento più inatteso.

Insieme punteremo senza riserve, come i migliori giocatori d'azzardo, perché entrambi sapremo che la posta in gioco vale  tutti i nostri reciproci averi.

 Le carte sono state mischiate, il tavolo è allestito.

Manchi solo tu, ma tu chi sei?

















Sunday, July 20, 2008

Roots



Profonde, radicate come quelle di un albero secolare, un percorso dalla terra al cielo. Un labirinto sotterraneo di esperienze, di percorsi deviati, di strade perdute.
Avevo come l'impressione di aver dimenticato ma poi mi rendo conto che anche in quell'apparente incoerenza io sono sempre me stessa.
Non voglio avere bisogno degli altri anche se non voglio rinunciare alla loro presenza, non voglio accondiscendere anche se voglio essere flessibile, mi piacciono i bianchi o i neri eppure soffro all'idea di un mondo monocromo.
Radici, che si nutrono dell' humus fecondo della vita vissuta, che nutrono il fusto portante delle mie giornate e che fioriscono come floride opinioni personali, stagliandosi su un cielo incerto. Che importanza puo' avere se neppure questa sara' la loro forma ultima? Tutto cambia, muteranno di forma, talvolta di sostanza e prima o poi torneranno alla terra che le ha generate. Ripercorrerle mi ricorda chi sono, mi ricorda dove sto andando, mi ricorda perche' delle volte dico "si" con orgoglio, con speranza, con fiducia e perche' delle altre dico "no" con fermezza, con coraggio, con irremovibile forza.
Mi preparo sempre cosi' quando sto per fare un passo nuovo, mi domando chi sono e perche' sono arrivata fino a li'. Riconfermo o smentisco le mie intenzioni. Quello che sara' non e' dato sapere e tutto sommato a me sta bene cosi'.

Sunday, March 02, 2008

Metamorfosi


Trasfigurare, mutare, evolvere in forme nuove, plasmarsi, rigenerarsi e poi finalmente spogliarsi di questi abiti consunti.
Eccomi.
Non si ha tempo di essere abbastanza invadenti quando la vita ci costringe ad una prolungata assenza. Forse tu mi hai cercato nelle righe non scritte del mio blog o forse no.
Forse piu' probabilmente l'oblio ci ha cancellato entrambi. Muoio mille volte e mille volte ancora rinasco gridando.
Una maledizione la mia , quella di sopravvivere ad ogni cosa, di sopravvivere anche al turbine travolgente di me stessa.
Ora finamente, col la mia solita insolenza, potro' tornare ad occuparmi delle cose insignificanti, dell'autoritario che usa la sua finta forza perche' teme, a ragione, di soccombere. Potro' occuparmi ancora delle apparenze e di tutto quello che e' in mezzo fra l'essere e l'avere. Poi potro' sorridere, ridere e rubare tutte quelle immagini che altrimenti non potrei mostrarti.
Ps.Il proposito e' quello di scrivere piu' spesso, ma proposito piu' ambizioso e' quello di pubblicare solo foto fatte da me, queste preposizioni sembrano essere conflittuali, per ora un mio autoritratto.

Saturday, October 06, 2007

Seduta sulla riva del fiume




Fredda... la vendetta e' una pietanza che va servita fredda. Credo di aver imparato ad aspettare, silenziosa sulla riva del fiume...l'importante e' saper proggettare, saperlo fare con astuzia, concedersi il giusto equilibrio tra azione e meditazione. E' un arte sapersi vendicare. Farlo con eleganza e maestria senza scadere nel ridicolo, nell'ovvio, nella ripiccuccia da quattro soldi non e' cosa da poco perche' in fin dei conti quello che si vuole ottenere e' una lezione plateale insegnata con classe. Una lezione che rimanga indelebile e che ci leghi per sempre ad un ricordo imperituro. Anche cosi', delle volte, e' bello essere ricordati.

Non mi piace essere fraintesa, c'e' sempre tempo e volonta' per concedere un generoso perdono. Come il perdono anche la vendetta va meritata, non basta avermi fatto un torto, non basta aver dissentito, aver contrariato. E' l'offesa deliberata, voluta, perpetuata che genera e merita il veleno letale di un simile trattamento. Solo allora lascero' che il tempo passi, che raffreddi l'ira.

Non si puo'agire lucidamente sotto l'influsso bollente della rabbia. Bisogna dare l'impressione di aver dimenticato, di aver sepolto l'ascia di guerra, di non essere assolutamente interessati a mostrare il propio disgusto. Sembrera' come se il tutto non abbia alcuna importanza.

Ed invece ha importanza, perche' la vendetta e' un No detto con fermezza, e' un " ti permetto molte cose ma non questo oltraggio", e' la non troppo sottile linea rossa tra quello che puoi e quello che non devi MAI.


P.s. Per chi ancora non lo sapesse questo e' il mio primo autoritratto.

Friday, August 31, 2007

Nata cattiva



Ok, mi arrendo! Mi avete colto in flagrante quindi mi sembra inutile mentire spudoratamente difronte a tal manifesta cosa. Si , lo confesso quando voglio veramente imbarazzare qualcuno lo faccio dimostrandogli una accanita gentilezza. Lo soffoco di dolcezza, di attenzioni premurose per la sua vita insignificante.
Non mi sorprende il vostro stupore difronte a tutto questo, so' di reaggire in maniera inconvenzionale. La maggior parte delle persone che non ci sopporta fa di tutto per evitarci, non ci vogliono attorno e tendono a dimenticare anche le piu' basilari norme di cortesia. Per questi soggetti doverci anche solo dare il buongiorno e' una pena insopportabile e allora mi chiedo, perche' mai dovrei sollevarli da tutto cio'? Che soffrano pure! Ed e' a questo punto che gli servo la torta, poco importa se e' avvelenata. "Buongiorno" gli dico con un ampio sorriso, vedi che tentano di fuggire lo sguardo, i piccoli vermi, ma ci sono anche gli altri e apparire sgarbati difronte agli altri propio non lo vogliono. Rispondono a mezza bocca e poi li senti tirare un sospiro di solievo perche' dopo questo potranno finalmente tornare ad ignorarti. Ma io no, imperterrita continuo: "Come stai?" Non esiste domanda piu' letale perche'sanno che oltre a doverti rispondere dovranno anche domandartelo in dietro. Tutto potrebbe finire, ma se il gatto non giocasse col topo mi spieghi che gusto ci sarebbe ? e allora tu continui, una domanda qualsiasi, l'importante e' che sia gentile, che non tocchi niente di troppo personale per non dargli il pretesto di risponderti che sono "fatti suoi".
Ecco il veleno bisogna saperlo somministrare a gocce. Tu non fai apparentemente niente di sbagliato ma a loro il fegato incomincia a rodere. Dico "apparentemente" perche' e' chiaro che tu lo fai con un secondo fine ben preciso; e' chiaro che a te non frega propio nulla di alcuna delle loro risposte, forse non le hai neppure sentite.
Ed ora che vi ho servito queste deliziose zollette lasciatemi fare qualche squisito ringraziamento, questo ve lo prometto ,non e' avvelenato.
Oggi e' il Blogday una giornata dedicata a rendere i visitatori di questo blog partecipi dell'esistenza di altri blog succulenti. Poiche' il mio blog e' stato onorato di illustri attenzioni mi sembra doveroso fare altrettanto e nominare i miei cinque blog degni di nota. La decisione e' stata ardua e le nominations infinite ma the winner are:
Perche' Nicholas e' sofisticatamente narcisista, perche' forse quello che racconta esiste solo nelle Shadows Lands e perche' in fin dei conti e' cosi' bello concedersi un sogno.

Perche' i suoi autori sono taglienti, perche' fanno passare notti insonni alle brave bambine e perche' come dice qualcuno a loro non sta mai bene niente.

Perche' Max puo' vedere cose che a noi non sono date a vedere, le sue prospettive sono illuminanti.

Perche' e' un blog serenamente ipocalorico e perche' nella sua "Wakipedia" ha inventato la seguente definizione: Vegetariani: pericolose verdure naziste.

Perche' un tipo che sostiene che anche il pensierino piu' minchione va scritto con stile ha diritto ad un posto nel mondo.