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Tuesday, May 13, 2008

La classe non e` acqua

La guardo, la osservo nelle sue azioni piu' semplici, nel suo modo di occupare fisicamente un luogo, o piu' semplicemente d' interaggire, d' invadere lo spazio mentale ed emotivo degli altri. Una nota stonata in una sinfonia (la mia) quasi perfetta, una macchia indelebile sul mio vestito bianco, il gessetto sulla lavagna, il latte versato, le unghie che che stridono su una superficie liscia. Dio! chiudile per sempre quella bocca, impediscile di dire cose che nemmeno per un secondo sono passate a sfiorare l'anticamera vuota ed inutile del suo cervello.

Questo non e' un giudizio personale, le cose stanno propio cosi'. E' goffa, sciatta, priva di significato, dice solo cose per sentito dire. E' un enorme, ridicolo luogo comune.


Ma sopratutto e' una copia di un originale al quale fa il verso perdendone tutta la forza e l'attrattiva dell'idea che lo ha generato.


La mia e'una fin troppo lucida analisi di un inevitabile dato di fatto .

Non ha stile e tenta invano di elemosinarlo. Qualcuno dovrebbe dirle che lo stile non si compra, che la classe non e' acqua, qualcuno dovrebbe dirle di smettere di invadere il mio privato con i suoi modi falsi, con il suo servilismo ipocrita. Non c'e' niente che lei possa fare per accattivarsi la mia amicizia.

Lei e' decisamente spiacevole alla vista e una mortificazione per l'udito. Possiede l'arroganza dell'ignorante, quella di chi si nasconde dietro la carta stampata dei suoi titoli. E' vigliacca. Crede che non me ne sia accorta ma non riesce a fare nulla che non abbia l'odore fetido della sua incapacita`. Non c'e rabbia in quello che dico, io mi limito semplicemente ad analizzare.

Ogni singola, piccola cosa che fa e' un gigantesco fallimento. Si indigna per la mediocrita' con la quale la tratto ma non potrei trattarla diversamente poiche' lei e' mediocre. Cattiva... penserete che sono cattiva ma apparte il fatto che io non tentero' di cambiare la vostra opinione, lasciatemi dire che mi sentirei disonesta se non affermassi quello che penso, che anche voi conoscendola vorreste evitarla.

Saturday, October 06, 2007

Seduta sulla riva del fiume




Fredda... la vendetta e' una pietanza che va servita fredda. Credo di aver imparato ad aspettare, silenziosa sulla riva del fiume...l'importante e' saper proggettare, saperlo fare con astuzia, concedersi il giusto equilibrio tra azione e meditazione. E' un arte sapersi vendicare. Farlo con eleganza e maestria senza scadere nel ridicolo, nell'ovvio, nella ripiccuccia da quattro soldi non e' cosa da poco perche' in fin dei conti quello che si vuole ottenere e' una lezione plateale insegnata con classe. Una lezione che rimanga indelebile e che ci leghi per sempre ad un ricordo imperituro. Anche cosi', delle volte, e' bello essere ricordati.

Non mi piace essere fraintesa, c'e' sempre tempo e volonta' per concedere un generoso perdono. Come il perdono anche la vendetta va meritata, non basta avermi fatto un torto, non basta aver dissentito, aver contrariato. E' l'offesa deliberata, voluta, perpetuata che genera e merita il veleno letale di un simile trattamento. Solo allora lascero' che il tempo passi, che raffreddi l'ira.

Non si puo'agire lucidamente sotto l'influsso bollente della rabbia. Bisogna dare l'impressione di aver dimenticato, di aver sepolto l'ascia di guerra, di non essere assolutamente interessati a mostrare il propio disgusto. Sembrera' come se il tutto non abbia alcuna importanza.

Ed invece ha importanza, perche' la vendetta e' un No detto con fermezza, e' un " ti permetto molte cose ma non questo oltraggio", e' la non troppo sottile linea rossa tra quello che puoi e quello che non devi MAI.


P.s. Per chi ancora non lo sapesse questo e' il mio primo autoritratto.