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Thursday, February 26, 2009

A broken doll never cry

Impopolare. Io sono impopolare. Non ricordo bene cosa debba aver alimentato questa considerazione di me che pure deve essere stata latente, sopita dalle cortesie apparenti delle circostanze. La verità è che io sono scomoda. Credo sia difficile dover rimettere in discussione tutti quei luoghi comuni che così comodamente avevano giustificato insopportabili mancanze estetiche e che ancor di più, hanno mostrato in modo incontrovertibile, incolmabili fragilità  intellettuali. E' meglio credere che io non esista, che io sia una invenzione di una mente avvelenata dalla gelosia e dall'invidia. Bisogna creare un pretesto, uno qualsiasi, che finga indignazione e che possa allontanarmi senza diritto di replica. Mai parlare con me, mai cadere nell'errore di cedere alla seduzione delle mie parole, potrebbero essere così dolcemente convincenti, trarrebbero sugli scogli della incertezza anche le opinioni dei più esperti marinai dell'eloquenza. Quello che non possono accettare è che una bambola possa parlare, che quello che possa dire si riveli addirittura interessante è decisamente troppo, se quello che dice è poi scomodo ed irriverente è assolutamente inaccettabile. Una bambola non dovrebbe parlare. Questo è mostruoso. Questo sovverte l'ordine delle cose. Dunque la soluzione è presa, facciamo finta che non esista e non esisterà. Rompere la bambola, spezzarla a metà. Qualcuno avrebbe dovuto dire loro che non basta chiudere gli occhi perché una realtà incomoda smetta di esistere. Forse potranno eludere la loro banalità per un pò, circondarsi di mediocrità che li faccia sentire nel salotto comodo delle propie superficialità. La verità è che una bambola rotta non piange mai.

Tuesday, May 13, 2008

La classe non e` acqua

La guardo, la osservo nelle sue azioni piu' semplici, nel suo modo di occupare fisicamente un luogo, o piu' semplicemente d' interaggire, d' invadere lo spazio mentale ed emotivo degli altri. Una nota stonata in una sinfonia (la mia) quasi perfetta, una macchia indelebile sul mio vestito bianco, il gessetto sulla lavagna, il latte versato, le unghie che che stridono su una superficie liscia. Dio! chiudile per sempre quella bocca, impediscile di dire cose che nemmeno per un secondo sono passate a sfiorare l'anticamera vuota ed inutile del suo cervello.

Questo non e' un giudizio personale, le cose stanno propio cosi'. E' goffa, sciatta, priva di significato, dice solo cose per sentito dire. E' un enorme, ridicolo luogo comune.


Ma sopratutto e' una copia di un originale al quale fa il verso perdendone tutta la forza e l'attrattiva dell'idea che lo ha generato.


La mia e'una fin troppo lucida analisi di un inevitabile dato di fatto .

Non ha stile e tenta invano di elemosinarlo. Qualcuno dovrebbe dirle che lo stile non si compra, che la classe non e' acqua, qualcuno dovrebbe dirle di smettere di invadere il mio privato con i suoi modi falsi, con il suo servilismo ipocrita. Non c'e' niente che lei possa fare per accattivarsi la mia amicizia.

Lei e' decisamente spiacevole alla vista e una mortificazione per l'udito. Possiede l'arroganza dell'ignorante, quella di chi si nasconde dietro la carta stampata dei suoi titoli. E' vigliacca. Crede che non me ne sia accorta ma non riesce a fare nulla che non abbia l'odore fetido della sua incapacita`. Non c'e rabbia in quello che dico, io mi limito semplicemente ad analizzare.

Ogni singola, piccola cosa che fa e' un gigantesco fallimento. Si indigna per la mediocrita' con la quale la tratto ma non potrei trattarla diversamente poiche' lei e' mediocre. Cattiva... penserete che sono cattiva ma apparte il fatto che io non tentero' di cambiare la vostra opinione, lasciatemi dire che mi sentirei disonesta se non affermassi quello che penso, che anche voi conoscendola vorreste evitarla.

Monday, March 17, 2008

Reciproche indifferenze


Un sorriso e' un ottimo modo per iniziare un' amicizia e sicuramente il migliore per farla finire.

Oscar Wilde

Non credo che M. abbia mai veramente voluto essere nella mia vita ed e' per questo che trovo giusto che vi esca.

Ovviamente non staro' a chiedergli il permesso per poterlo licenziare. Ridicoli, ridicoli diventano gli altri quando smettono di essere di nostro peculiare interesse. Ed e' probabilmente per questo che M. deve uscire di scena a questo punto della storia perche' ha sicuramente smesso di destare quel poco di interesse di cui io lo avevo rivestito. Cosi' con un sorriso che la dice lunga sulla natura frivola del nostro rapporto, M. si smaterializza. Per cancellare M. basta la mia volonta perche' M. non ha mai dimostrato di possederne una propia. Con sincerita' credo di avergli sempre offerto molto di piu' di quello che lui potesse mai dare a me e credo di averlo fatto con generosita'. La sua incapacita' di saper apprezzare lo rende soggetto ha questo giudizio.

Liquidarlo in modo gentile e' il trattamento che gli e' stato riservato. Un sorriso ampio, generoso, un arco che si disegna sul viso, una virgola orizzontale, placida, distesa che mi sottrae a parole superflue per una decisione irrevocabile. Non c'e' da temere fraintendimenti, il sorriso sottolinea incisivamente la mancanza assoluta dell'azione. E' una totale accondiscendenza al menefreghismo.

Addio. Tutto quello che gli devo e' solo un saluto e nulla piu'.

Ora guardo con interesse a stelle nascenti