Thursday, August 30, 2007

L'Idiota



Jo O'neill dovrebbe essere li' ad aspettarmi, questo e' il terzo e dico terzo call back per questo lavoro. Ho detto bene, dovrebbe , ma la cara Jo non e' li', le si e' allagato l'appartamento ed e' rimasta a casa con le pantofole, i capelli sfatti, e le bacinelle cosparse qua e la nell'affannata ricerca di non affogare in quel centrimetro d'acqua che ormai e' dilagato in tutta casa. Povera Jo.

Ed io allora cosa sono venuta a fare qui? E pensare che mal di testa a parte, mi ero alzata con le migliori intenzioni, indossato il vestito carino, le labbra lucide a specchio, il mascara sugli occhi. Poi ho camminato a passo svelto per arrivare al numero 75 di New Oxford Street.

Dannazione io odio perdere tempo, odio i sorrisi di circostanza e le domande ripetute alle quali ho gia' risposto esaurientemente in precedenza. Mi domando, cosa ci faccia di fronte a me questa donna dall' espressione ottusa con quel taccuino nelle mani se poi non prende appunti? Devo compatirla perche' non ha capito a cosa serve? Va bene, saro' indulgente. C'e' il fotografo che ho conosciuto la scorsa settimana, mi saluta cordiale e io faccio altrettanto anche se non ricordo affatto il suo nome ma questo e' un futile dettaglio. Mi scatta qualche foto, io lascio che faccia. Poi prendo la mia borsa, il mio book e me ne torno a casa con una certa insoddisfazione che non so spiegare.

Il problema e' che il mondo della moda e' pieno di decelebrati, perche' se non pensi non hai mai nulla da discutere e se asserisci a tutto allora sei propio tagliato per il successo. Le persone che lo fanno pensando ,perche' conoscono bene quali sono i vantaggi del mestiere e come ottenerli , sono delle perle rare e la maggior parte delle volte devono fingersi dei cretini.

Penso propio che mi lascero' annegare in una tazza di te' e mi esercitero' alla demenza perche', scusate, non ha tutti viene naturale.

Thursday, August 23, 2007

Sai tenere un segreto?

Se avessi un segreto, non lo confesserei mai, non lo confesserei a nessuno, non lo confesserei neppure a me stessa. E' per questo che e' un segreto, perche' non e' dato saperlo. Se qulacuno lo sapesse, allora, vorrebbe dire che non era un vero segreto, che in fin dei conti si poteva dire.


Ci sono cose che devono rimanere per noi e per noi soltanto. Non e' neccessario possederlo con una totale coscienza. I segreti costituiscono i meandri e le ombre delle nostre personalita', ci danno spessore, ci definiscono, ci sorprendono se mai dovessimo svelarli.



Il fatto di condividerlo con qualcuno richiede un vincolo di complicita' che non pagherei.
Eppure lei e' venuta da me con il suo scrigno misterioso di segreti e di cose non dette. " Devo dirtelo" mi ha detto con urgenza , con necessita'; come qualcuno che non potesse trattenerlo.

Un segreto che ti auguro di non dover ascoltare dalle labbra di un amico,che ti auguro di non dover custodire per la tua propia vita e che ti auguro di non dover confessare. Ecco...cosa ci si fa con un segreto che appartiene ad un altro? Niente, non ci fai niente.

Tutto questo non ha niente a vedere con la sincerita'.

Il segreto gettera' su questa persona una luce che prima non le apparteneva ed ora si. Una luce dalle caratteristiche inconsuete, non brillante e splendente ma invischiosa e nera come petrolio, che solo a te e' dato vedere. Forse ci sono segreti che possiedono un'altra luce ma non questo, non quello che io ho dovuto ascoltare.
Mentre mi parla la sostanza catramosa le si attecchisce addosso indelebilmente, la vedo mentre non si accorge di soffocare. E gli altri? Non lo sanno, per loro tutto continua ad essere come prima, immutato. Beata incoscienza.
Che un segreto sia un segreto, che non venga detto,che le parole non lo profanino.

Se solo non lo avesse detto a me...

Thursday, August 09, 2007

Gli uomini preferiscono le stronze


Si, sono una tiranna e non mi interessa dire cose carine solo per compiacere.

Faccio fatica a mantenere gli equilibri della cortesia quando quello che si dice o si fa non mi piace.

Sopporto male qualsiasi cosa che non vada come voglio io e questo perche' nei miei propositi c'e' sempre qualcosa di buono o di vantaggioso, poco importa se questo si riferisce solo a me.

A volte non sopporto affatto, non mi sforzo neppure di sopportare , la sopportazione deve necessariamente appartenere ad un proggetto piu' grande per il quale vale la pena.

Sostengo fermamente la necessita' di denunciare apertamente e senza troppi giochi di parole, con tutta l'irruenza della circostanza , l'oltraggio che l'idiota perpetua contro la mia intelligenza.

Potrei sembrare drastica, potrei apparire come il concentarto negativo di tutti gli "ismo" , egoismo ed estremismo inclusi ma la verita' e' che questa e' solo una parte della medaglia.

Le persone speciali sanno che non basta guardare per vedere.
Io ti offro tutto quello che c'e' di "peggio", ti scandalizzo con il mio comportamento irriverente, non ti risparmio dalle mie considerazioni taglienti e ti indigno con la non curanza con la quale tratto cio' che ho valutato essere senza diritto di replica.

Eppure tu sai bene che questo significa che da me avrai l'onesta' del mio pensiero, privo di ridondanze inutili.
Saprai che se sono gentile, non e' per inutile carineria, ne per un atteggiamento vezzoso.
Se mi conosci bene saprai anche che il vantaggio che posso ottenere da te non e' materiale e neppure emotivo. Non ho bisogno delle tue cose e non necessito del tuo temperamento.

Bisogna essere espliciti per far sopravvivere un'idea. La forze con la quale viene sostenuta mi fa sembrare inflessibile ma io non mi curo di questo tipo di apparenze.

In fin dei conti lo dice anche Sherry Argov che gli uomini preferiscono le stronze.

Sunday, July 08, 2007

Non muoverti





Avrei voluto parlarvi di una vacanza romana, avrei preferito raccontarvi di una passeggiata all'ombra di un salice, avrei gradito soffermarmi sul gusto fresco e pungente del mio bicchiere di vino bianco, dell' impronta di rossetto lasciatoci sopra, del riflesso tremulo della luna sull'acqua scrosciante di quel fontanone antico. Senza dubbio vi avrei raccontato di quattro chiacchiere fra amici, del tempo che passa amabile in una squisita conversazione, di alcuni convenevoli e alla fine delle mie chiavi che aprono la toppa di casa e che chiudono alle mie spalle la notte e gia' danno il buongiorno ai primi raggi del sole.

Avrei potuto ed invece no , perche' qualcosa ma forse dovrei dire qualcuno, o probabilmente piu' di uno, hanno focalizzato la mia attenzione su quei dettagli inutili dei quali odio dovermi occupare.


Ecco, e' questo il momento della disquisizione dove dovrei iniziare a scendere dal generale al particolare, chiamare le persone con il propio nome e dire chiaramente e apertamente che il loro comportamento non e' stato da etichetta, peggio, che mi ha deluso profondamente.

Ma poi rifletto sarebbero capaci di capire? Ci sono cose che le parole non possono spiegare e ci sono persone troppo ottuse; un colpo di cannone non gli farebbe capire che c'e' la guerra! Se tu gli regalassi il cuore loro vedrebbero solo un pezzo di carne.Meritano di essere nominate? Mi sembra giusto rilegarli nel meritato luogo degli infami.
E cosi' sono tornata a casa, a Londra, alle mie cose non sempre troppo tranquille e alle mie precarie stabilita' che pero' sono esattamente quello che voglio e che ho scelto. Ma si, i tranquilloni dalla vita comoda non potrebbero capire!
Ora mi godro' l'esito brillante dei miei esami e brindero' ai miei successi che ottengo SEMPRE quando il risultato dipende da me,dalla mia volonta', dalle mie facolta' e da niente d'altro.
E allora "cheers" come direbbero gli inglesi e tutto il resto non conta.

Thursday, May 10, 2007

Canone inverso, chiavi di violino e pentagrammi ancora non scritti

Sono stati giorni di pioggia, poi di un pallido sole ed ancora giornate consumate nel tentativo di scorgere un raggio di luce oltre una coltre di nuvole scure. Ho visto i londinesi aprire i loro ombrelli, scomparire veloci nei cunicoli sotterranei delle metropolitane, dimenticarsi che e' gia' primavera anche se non ce n'e' traccia alcuna e che presto altrove esplodera' una calda estate. Altrove, non qui, qui di rado. Il profumo del mare e' solo un ricordo. Una valanga di pensieri all'improvviso, come un temporale equatoriale mi soccombe: ricordo una mattina d'estate, una qualunque, il sole gia' caldo ad annunciare una giornata di fuoco, due donne che si parlano dai balconi delle propie abitazioni, i rumori del mercato poco distante e la fragranza fresca della frutta matura e zuccherina. Ma io sono qui, in questa citta' che va di fretta, che non si ferma , dove di rado c'e' il sole. Perche' mi trovo qui? " E la risposta e' semplice: per
ambizione. Per il travolgente, rovinoso desiderio di raggiungere la perfezione. Ma che cos'e' la perfezione? E' il punto di fuga di una strada senza fine, e' il miraggio che si sposta davanti a noi, e' l'ultimo piolo di una scala circolare.La perfezione,[...], ha a che fare con l'infinito ma l'infinito non e' solo l'infinitamente grande.C'e' anche l'infinitamente piccolo. La perfezione puo' richiamare l'idea di movimento, ma anche l'idea di rallentamento.La ricerca della perfezione procede con un ritmo che rallenta all'infinito. E' una progressione continua che tuttavia si riduce a mano a mano che si avvicina alla meta."
La meticolosa attenzione con la quale conduco questa ricerca rappresenta per me un sofisticato percorso interiore apparentemente senza fine.
Mi vedo tra le strade, mi scorgo tra la gente, col passo veloce di chi ha imparato a non perdere tempo, con il mio book nella borsa, con la musica nelle orecchie, con in mente il sole e tutto quello che di caldo e buono posso custodire nei miei ricordi senza lasciarmi stracciare il cuore dalla malinconia.
Coltivero' l'estate nel cuore e ogni giorno celebrero' questo mio sacro giardino che mi permettera' di essere felice ovunque io sia.

N.d.a. Le parole tra le virgolette sono di Paolo Maurensig nel suo sublime romanzo Canone Inverso. Le ho prese a prestitito per descrivere cose che sento mie visceralmente e che lui ha saputo esplicare in maniera eccelsa alla quale mai avrei potuto aspirare. Le ho utilizzate inoltre per rispondere solo in modo frammentario e parziale ad una richiesta che mi e' stata fatta, scusandomi inoltre per questa protratta attesa e non completa risposta.

Monday, April 23, 2007

Eccetto quando sorridi

Sto cercando di convincermi che quando le persone calpestano i miei sentimenti, non lo fanno deliberatamente ma sempre e solo per una sfortunata contingenza accidentale.
La modalita' di convincimento e' la seguente:
Porsi difronte ad uno specchio.
Guardarsi negli occhi per non apparire sfuggenti a se stessi e' importante se non fondamentale.
Respirare col naso e inspirare con la bocca. Concedersi dieci minuti di silenzio per far si che la frase che pronuncierai risulti incisiva e dalla sacralita' biblica. E poi dirlo, esplicarlo, affermarlo con chiara e distinta voce:
"Le persone non sono perfette"; se inciampano costantemente nei meandri delle mie sensibilita', urtano distratti le mie fragilita', calpestano il giardino delle mie idee e' solo per pura distrazione. Eppure cosi' facendo inaridiscono la fonte della mia felicita',strappano i sottili fili delle simpatie reciproche. Ti prego fai attenzione, non sto parlando di vite della cui mancanza non soffrirei affatto ed il tentativo di trovare una giustificazione a questo atteggiamento e' solo circostanziale a questa ragione. Mi domando quante volte siano stati gli altri a dover trovare una scusa per accettare le mie pessime abitudini, sopportare le mie volubilita' da tiranna, placare i mie capricci, anche solo ascoltare le mie idee stravaganti e non sempre condivisibili. Ed e' per questo e forse non solo per questo, che nonostante tutto ti perdonero' e se mi irretirerai con un sorriso allora sicuramente credero' che tu sia perfetto.

Thursday, April 19, 2007

Malta: i Cavalieri dell'Ordine, un pittore e il profumo del mare


Correva l' anno domini 1565, le citta' baluardo della cristianita' erano ormai cadute da tempo, ora non rimaneva che proteggere l'isola. Il Gran Maestro guardava i suoi Cavalieri mentre vestivano le loro armi e si freggiavano delle loro investiture. Le mura di arenaria gialla non cederanno all'assalto dei Turchi, bisognera' difenderle con il sangue.
Un soffio di vento mi rapisce,ora e' l'anno di grazia 1608, un pittore ha le mani sporche di vernice rossa sta dipingendo una grossa tela col tema della decollazione di un santo,ha la fronte corrucciata, teme lo stesso per il propio destino,si asciuga la fronte e poi scrive nel sangue del santo il propio nome...
Ancora un colpo di vento salmastro mi riporta qui e dei Cavalieri dell'Ordine e del pittore non rimane che il ricordo delle loro gesta e la sacralita' dei loro luoghi.
Respiro intensamente il profumo del mare, scaldo la pelle a questo amabile sole, sorrido a questa vita che mi trasporta nel tempo e dipingo negli occhi cose mai viste.

Thursday, March 29, 2007

Tutto un equilibrio sopra la follia

Mr X si stopiccia gli occhi, la sua sveglia ha gia' suonato tre volte, si siede sul letto e senza poggiare i piedi per terra cerca con lo sguardo ancora insonnolito le sue pantofole...odia camminare senza pantofole. Puo' farlo ma detesta la sensazione della mattonella fredda e liscia sulla pianta del piede.
Mr M invece ha appena parcheggiato la sua automobile nel vialetto vicino casa, e' stanco della lunga giornata di lavoro e non vede l'ora di sdraiarsi sul suo comodo divano confortato dalla intimita' delle sue pareti domestiche. Chiude lo sportello dell'automobile, fa per dirigersi verso casa e poi all'improvviso si rende conto di non aver controllato che le ruote della vettura siano allineate in maniera perpendicolare alla vettura stessa, odia vederle non allineate, rabbrividisce a quel disaggio procurato da quel disordine, a quella insignificate nota stonata al quale solo lui fa caso. Nonostante la stanchezza, torna indietro, assicurasi che siano poste nella giusta posizione e' quasi un dovere. Poi arriva al cancello di entrata della sua palazzina, lo apre con energia per assicurasi la massima ampiezza di apertura...lui correra' fino al portone di casa, vuole asicurarsi che la porta alle sue spalle si chiuda solo quando avra' raggiunto l'altro ingresso, se avra' poi infilato le chiavi e aperto il portone, sara' il massimo della soddisfazione.
Miss C chiede al suo ragazzo di offrirgli una mela. Lui la prende dal cestino nella quale e' riposta, la lava con cura e glie la porge.Miss C odia che il frutto sia bagnato; il rigoleto d'acqua che le scivola lungo la mano e poi verso il polso la infastidisce, desidera che la mela sia asciugata con cura , che nemmeno una stilla di acqua sia versata.
Nessuno ne e' immune, ogniuno ne possiede una gamma variopinta, che raccontano un po di noi in quel linguaggio peculiare della mania.
Sono come dei piccoli rituali, dei vezzi che ci concediamo, poi diventano delle abitudini alle quali e' difficile rinunciare e alla fine non possiamo piu' farne a meno, detestiamo se non riusciamo ad appagare la necessita' impellente di fare quella cosa in undeterminato modo, seguendo precise regole.Il termine psichiatrico e' nevrosi, ossessiva nello specifico.Cadere nella terminologia medica non mi si addice e non mi inoltrero' per questa impervia strada poiche' non ne possiedo le dovute competenze. Quello che pero' mi interessava sottolineare e' descrivere l'esistenza di quelle minutezze che pure sono parte di noi e che delle volte ci descrivono meglio di atteggiamenti all'apparenza piu' eloquenti. Se volete lasciare il vostro contributo descrivendo la vostra piccola, grande nevrosi sara' bene gradito.In fin dei conti c'e' un po' di follia in ogniuno di noi, descriverla sara' parte del viaggio che ci concediamo alla ricerca di noi stessi e di quel equilibrio che non raggiungeremo mai.

Sunday, March 25, 2007

L'essenziale e' invisibile agli occhi

" L'essenziale e' invisibile agli occhi"
Antoin de Saint-Exupery

La felicita' e' invisibile...la senti dentro di te, in quell'universo infinito ed indescrivibile che si sottrae a qualsiasi semplificazione.
L'amore e' invisibile agli occhi. Non si rivela nei gesti plateali, non si nutre di esibizioni.
L'amicizia e' un sottile e trasparente filo che sa legarti indissolubilmente a qualcuno anche quando sei lontano.
E' vero, le cose essenziali non possono vedersi con questi occhi ma ogni cosa per essere percepita deve rivelarsi. Non possiamo dire di avere amato se non siamo stati capaci di dimostrarlo. Non possiamo dirci dei buoni amici se siamo mancati nel momento del bisogno. Non possiamo dire di essere stati felici se non abbiamo sorriso. I sentimenti devono essere eloquenti anche nel silenzio piu' profondo. E' vero, non sono le parole ne i gesti eclatanti che ne descrivono la portata e l'ampiezza, non sono questi i canali privilegiati nei quali si rivelano ma se avete creduto che potessero vivere a prescindere da voi, senza mai essere nutriti allora avete commesso un errore. Il valore che date loro nella vostra vita non e' affatto secondario. Appagarne il senso urgente della loro priorita' dovrebbe essere di vostro interesse. Dimostrate di possedere occhi che vedono ben oltre il materiale, dimostrate che non c'e' limite alcuno alla fantasia di un sentimento.

Tuesday, March 20, 2007

Una barca ormeggiata nel molo di Cannes



Ricordi? era una calda giornata di Primavera . La barca era ormeggiata nel porto del molo di Cannes, un cd suonava una compiletion di cafe' del mar e tutto sembrava pacificato da quel suono e da quello delle onde infrante sulla banchina. I gabbiani si libravano nel cielo e tu ed io ci lasciavamo baciare la pelle dal sole.Si parlava di un ricco Pakistano e della sua nave ormeggiata a largo, dell'Americana e del suo atteggiamento mellifluo, della cena della sera prima dove tu ed io avevamo avuto la sfortuna di ritrovarci. Era proprio in quel frangente, nello scambio continuo di sguardi esterrefatti che abbiamo capito che noi avremmo preferito essere altrove ed abbiamo capito di condividere un idea. Che modo inconsueto di nascere per una amicizia che tra prolungati silenzi sopravvive alla frenesia della quotidianeita' e ad una lontananza inevitabile. Da allora abbiamo scoperto che molte altre cose ci accomunano, che tutte e due non abbiamo smesso di sognare e di raccontarci quello che faremo da grandi. Grazie per i tuoi consigli e per la tua amicizia che e' di infinita ispirazione.

Friday, March 16, 2007

Sottrazioni reciproche


La mancanza è un recipiente vuoto, un messaggio in bianco, una tela non dipinta, una poesia che possiede solo un titolo, uno strumento senza corde.La sua definizione e' una tautologia.

La mancanza non si puĂ² dire, non la si puĂ² spiegare perchè si percepisce solo nell'assenza, nella sottrazione che ne deriva.

Se paghi qualcuno con un assenza, priverai te stesso di qualcosa inevitabimlente, perche' questo e' uno dei pochi sentimenti che colpisce all'unisono sia te che gli altri.
La mancanza e' sempre un impoverimento che ci accomuna.

Thursday, March 01, 2007

Sofisticazioni





Sono annoiata dalle cose normali e dalle quotidianeita'. Io sono attratta dalle cose speciali e rare. Tutto quello che riesce a sorprendermi, a stupirmi, facilmente coglie la mia attenzione. Sono estremamente impressionata da coloro che riescono a vedere cose interessanti sotto prespettive che io avevo ignorato, bendata dalle mie sorde convinzioni. Tuttavia ho la presunzione di riconoscermi il pregio di tornare indietro e di riconsiderare, qualora non fosse propio possibile rivalutare.
Il tempo per me non esiste, non esistono cose che appartengono ad un futuro inimagginabile o ad un passato immutabile.
Il tempo e' la dimensione unica del mio agire. Tutto e' permesso, tutto puo' accadere ancora ed anche l'accaduto non si sottrae a questa legge che e' immanente nell'esistenza stessa degli individui. La condizione "sine qua non " e' solo la vita. Senza di essa il tempo si cancrenizza e diventa di pietra come se avesse guardato gli occhi di una gorgone.Solo allora tutto e' compiuto e di noi non resta che il ricordo.

Sunday, February 25, 2007

Studiando...


Guardo i miei libri, una consistente pila di fascicoli raccolti, mi chiamano dal ripiano sul quale sono stati poggiati disordinatamente, vogliono, pretendono di essere letti. Queste giornate scorrono via cosi', come un qualcosa dalla cosistenza mielosa ma senza ambirne alla dolcezza. Dall'alba al tramonto con un libro in mano che non si accontenta di essere guardato.
Nel silenzio della casa pronuncio parole che non sono mie ma che lo diverranno.
Delle volte i miei pensieri si allontanano in punta di piedi , scivolano via fra un paragrafo all'altro, si nascondono nella punteggiatura conclusiva di un capitolo e poi mi accorgo che con loro sono scivolata anche io e che li ho inseguiti in dei percorsi proibiti dall'attenzione che dovrei prestare. Allora faccio una pausa ma di li a poco un senso acuto di colpa mi dice che non posso permetterlo e allora torno a studiare.

Tuesday, February 20, 2007

Senza peli sulla lingua


Permettetemi una citazione colta:" Dixisse aliquando poenituit, tacuisse nunquam". Significa : "Qualche volta mi sono pentito di aver parlato, di aver taciuto mai".
Forse avrei potuto tradurvelo direttamente ma avrei perso il tono solenne che voglio dare alla disquisizione di oggi (non so se notate l'aulicita' del gergo!). Il mio filone citazionista sembra non essersi esaurito quindi , per favore,concedetemene qualche altra: " La parola e' d'argento e il silenzio e' d'oro", questa la conoscevate giusto?
Dall'alto della sua autorita' letteraria, Miguel Cervantes ci informa che "Nella bocca chiusa, non entrano mosche". Che raffinarezza, che magniloquenza! Non possiedero' la saggezza ed il genio di tali illustri rappresentati ma il senzo mi sembra chiarissimo, " Taci che e' meglio".
Ora voi vi domanderete perche' soffermarsi su tutto questo? Cosa ci impedisce di farci due chiacchiere in piena liberta'? Ma e' ovvio, la verita' che scaturisce dalla parola, tagliente come una lama di un samurai e che io certe volte propio non riesco a mettere a freno.Non siate leziosi sulle parole ma lo ammetto, ho detto "verita'", la mia ovviamente, che non pretende di essere assoluta ma che certo se suscita tanta reazione e' perche' tocca un tasto dolente.
Ma non voglio essere dispersiva, il punto e' che se e' pur giusto esprimere le propie opinioni non bisogna mai dimenticare la lezione macchiavellesca di perseguire il propio fine e che avvolte, un silenzio ci ripaga enormemente. Io cerco sempre di tenerlo a mente ma della volte lo trovo un compito piu' arduo del previsto. Eh si! notava bene quel signore che rifletteva sulla lezione di Cervantes, chiedendosi se l'autore avesse ragionato sul fatto che, preservando la bocca dalle mosche, avesse dovuto comunque ingoiare il rospo.In scelte culinarie non si discute ( "de gustibus non est disputandum" E' l'ultima lo giuro!) qundi fate voi , rospi o mosche?

Monday, February 12, 2007

A luci spente

Al buio, con le luci spente si riflette meglio, e questa prolungata oscurita' nella quale e' stata immersa la mia casa a causa di un danno all'impianto elettrico mi ha dato molto da pensare. Ed e' cosi' che mi sono accorta che il buio genera domande non risposte.
Perche' la rabbia non e' un sentimento che mi appartiene a lungo? Come si fa ad essere rancorosi , non dico per sempre ma al meno per un lungo, ostinato, periodo di tempo? Non fraintendiamo, non sono estranea alla rabbia, a quell'odio viscerale che ti incendia il cuore e l'anima, che ti fa pronunciare parole velenose, che ti fa meditare vendette spietate e che pur di appagarla saresti disposto, tu impaziente creatura, ad aspettare sulla riva del fiume il corpo tramortito del tuo rivale che scivola via. E' che questo sentimento mi abbandona infretta e se non lo fa troppo rapidamente una volta dileguato, ho il ricordo di quello che e' accaduto, la lucidita' del racconto ma non ne provo piu' il sentimento.Come si fa a mantenere vivo il fuoco delirante dell'odio? me lo chiedo perche' delle volte credo che sia giusto pagare tributo di fedelta' a quel sentimento che ci ha fatto comportare in una determinata maniera, che ci ha fatto chiudere sbattendo le porte di una relazione, che ci ha fatto giurare che sarebbe stata l'ultima volta. Ed invece ecco, propio ora che volevo continuare ad essere coerente tutto e' svanito. Sento che non ne vale la pena, che odiare richiede uno sforzo costante, tanto quanto quello che tiene vivo l'amore che io non sono disposta a sopportare. Tutto questo significa che non ce l'ho piu' con te, se mi hai fatto qualcosa di male, che non ce l'avro' per sempre se ancora non m'e' passata o forse, che tu sei l'eccezione che confermera' la regola. Voglio omaggiare pubblicando questa mia foto, il mio dolce amico Eolo che ho perdonato per la sua profondamente sentita assenza .

Tuesday, February 06, 2007

L'etĂ  dell innocenza

Probabilmente sarà capitato anche a te di fare qualcosa e di non avere bene in mente il proposito per il quale lo stai facendo. Oggi io ho deciso che era il momento di prendere le cose con estrema leggerezza solo perchè un inspiegabile trasporto emotivo mi ha suggerito così. Ho la consapevolezza che ogni gesto, anche minimo apporta delle conseguenze alle quali è impossibile sottrarsi; Sottrarsi alle conseguenze non è una mia prerogativa. Neppure creare scompiglio alla tranquilla e stabile vita degli altri è una mia prerogativa ( forse sto mentendo!), quindi mi auguro che questa inaspettata invasione nella sua vita non sia stata troppo turbolenta. Deve essere colpa di questo trasloco invadente che ha accatastato i libri nelle scatole e sollevato dalla polvere pensieri che a lungo hanno giaciuto nei meandri di una memoria dimenticata. Le foto non sono ancora ingiallite, perchè avrebbero dovuto farlo i ricordi positivi che ci portiamo dentro e che sono parte di noi? E' un'eterna età dell'innocenza la mia. Tutto cambia e tutto resta apparentemente uguale.
E poi la polvere si riposa sulle cose e tutto è pronto per essere dimenticato ancora mentre si torna alla vita che con il suo accattivante bacio ti invita a farsi assaggiare ancora.

Friday, January 26, 2007

Se lo fate,( e prima o poi lo farete!) fatelo con eleganza...


La verita' e' che siamo spesso costretti a portare degli abiti che non ci appartengono. Gli abiti dei quali sto parlando sono quelli che rivestono il nostro comportamento sociale e non di certo quelli che seguono l'altalenante e inconsistente flusso delle mode.
Io, per esempio, oggi vorrei sfondare la porta del mio vicino, sorridergli ( perche' un sorriso non si nega mai a nessuno!), dargli il buon giorno cordialmente, e poi prendere il suo stereo e fiondarlo giu' dalla sua finestra, provare un brivido di compiacimento mentre sento i pezzettini di ferro e plastica saltellare allegramente sull'asfalto creando una musica che riuscirebbe finalmente ad allietare il mio orecchio ferito dalla vibrazione continua e nauseante della sua selezione musicale. Poi con disinvoltura, augurargli una buona giornata e ritornarmene tranquilla nel mio appartamento con la consapevolezza che nessun rumore impropio potra' piu' disturbarmi.
Invece tutto questo e' costretto a vivere nella mia non troppo fervida immaginazione. Saro' costretta, per rispetto della reciproca convivenza a subire la sua pessima musica; forse al limite delle forze mi ritrovero' a bussare alla sua porta e chiedergli gentilmente di abbassare il volume e magari spiegargli che la sua musica da dummy ,male si addice alla solennita' delle tragedie greche che sto studiando per il mio esame di storia del teatro. Alla fine di questa storia io vorrei porre l'attenzione sulla mia natura in realta' affatto violenta, e sottolineare la gentilezza e cordialita' che comunque avrebbe sottolineato il mio gesto ( delresto assolutamente comprensibile!). Il mio consiglio per la giornata e' il seguente: Lasciate che le buone maniere vi coinvolgano con la loro forza dirompente e mentre spingete con una spallata la persona che e' accanto a voi e che cercava impropiamente di prendersi il posto che e' vostro di diritto, non dimenticate di sorridergli e di ringrazarlo per avervelo ceduto.

Sunday, January 21, 2007

Luxe, calme et volupte'.


Straniera in un paese straniero. Per sopravvivere e' necessario muoversi a passi di danza, leggeri come se si camminasse sulle punte. Dopo due anni sento ancora di non appartenere a questo posto e mi mancano le persone e le cose che ho lasciato indietro.
Eppure mi sto abituando ai silenzi, alle meditazioni, alle battute che vorresti fare e che arrivano troppo tardi. Improvvisamente impari a parlare meno e ad ascoltare molto di piu', a soffermarti sui dettagli...su quelle cose che le parole non dicono mai e minuscoli , infinitesiamali gesti rivelano sempre.
Mi si sta cucendo addosso come una seconda pelle questa vita inglese che doveva essere solo un' esperienza. Ora vedo con i miei occhi divenuti piu' grandi cose che assolutamente ignoravo.
Nigel, la gattina dagli occhi verde smeraldo sembrava percepire la vibrazione dei miei pensieri oggi, e si e' fatta accarezzare da me e da me soltanto...con quel sorniorne parlare che solo due individui muti sanno comunicarsi.

Friday, January 12, 2007

E' colpa del vento


Il vento si sta portando via tutto quello che di vecchio e stanco c'e' nella mia vita...che sia benedetto il vento che rigenera, che crea nuove e forse false speranze!
Ho camminato per le strade ormai ben conosciute di Covent Garden ieri, ancora umide di pioggia, il freddo nelle ossa,le luci dei lampioni accese. E mentre il vento soffiava s'e' portato via i miei pensieri grevi e ho ricordato questa estate nei vicoli di Trastevere, con quel vento lieve che ti sollevava dal caldo arido della giornata. In nulla rassomiglia a questo vento che e' piu' pungente e un po' piu' ostile.
Il ragazzo americano, nel suo peregrinare e' arrivato a Londra e come allora ci troviamo a camminare insieme, a raccontarci le cose che accadono anche quando noi vorremo non ci appartenessero. Lui che mi aveva fatto compagnia nelle serate d'estate, che si era rivelato una piacevole sorpresa, che ti faceva vedere il mondo con gli occhi di un instancabile viaggiatore.
Tutto di lui sembra essere cambiato ai miei occhi, forse e' colpa del vento che ha spostato il velo che lo copriva e che ora non cela piu'.
Ora il ragazzo americano non viaggia piu' ma fugge, ora non approda su nuovi lidi per godere del sole e delle belle cose di cui il mondo ci riempie gli occhi ma giace nell'oblio di chi non vuole prendere potere sulle propie cose e sul propio destino.
Temo di aver perduto un amico...lo cerco ma non lo trovo...siamo lontani, forse non ancora irrimediabilmente. E' colpa del vento. Il vento che ha soffiato via potente, spazzandone ogni traccia, l'idea meravigliosa che mi ero fatta di lui. Forse era solo un illusione, una piacevole, squisita illusione ed ora a causa di un alito di vento non c'e' piu'. Forse dovrei ringraziarlo il vento che rivela, che dice sempre, sussurrando, la verita' ma con che malinconia ricordo quello che non vedo piu'. Il vento mi ha parlato ma sento che ancora non mi ha raccontato tutto ed ora aspetto che dica ancora.

Friday, January 05, 2007

Cronaca di una mannequin


Riesco a vedere la mia immagine nella lente...assorbe la luce e riflette le ombre , come essere di fronte allo specchio ma con meno consapevolezza ...so' che non devo prestare attenzione all'immagine dal canto di sirena e guardare oltre, tenere lo sguardo sul diaframma che si apre e si chiude, iniziare un dialogo con un oggetto che non ha ne occhi ne' bocca e che pure ti guarda e che a suo modo dice. Di tanto il dialogo si interrompe per un colpo di spazzola, una spruzzata di lacca , una spalmata di cera, un colpo di phono...sento la massa voluminosa dei mie capelli diventare consistente...e ancora senza tregua una spolverata di cipria, il pennello appiccicoso del gloss sulle labbra. Il corsetto che indosso mi fascia i fianchi, stringe la vita fino a farla diventare un'esigua circonferenza e smorza il respiro che a tratti e' ridotto ad un fiato. Mi piace quando un lavoro volge al termine, le luci dei riflettori si spengono, scivoli nei tuoi vestiti, il batuffolo di cotone che scioglie il mascara segna una lunga linea nera sul viso e finalmente riappari tu...e tutto e'quiete.

Sunday, December 31, 2006

Welcome 2007


Un lungo filo di fumo che parte da terra fino ad arrivare su in cielo, perdersi per un attimo fra il fumo e il chiaro di luna poi aprirsi immenso come una rosa che sboccia veloce senza seguire il passare delle stagioni, colorato come il piu' preggiato fra i fiori.Un'onda di luce che riempie il cielo tutto di vibrazioni cromatiche e di rumori sordi e rombanti.E' cosi' che grida e nasce il nuovo anno, pieno di promesse e senza rammarico per quello che si e' appena spento.E tutto intorno la gente danza, alza bicchieri ricolmi di vino, sorride alla vita che viene.Sull'acqua il riflesso dei lampi di luce.
A tutte le persone che amo io auguro dal profondo del cuore che questo anno sia il piu' bello fra tutti quelli passati e solo un esile preludio di quelli che verranno.Auguro che vi porti tutto quello che desiderate, che realizzi i sogni in cui ancora fortemente credete .Che questo nuovo anno vi sorrida , vi insegni, vi guarisca e vi renda felici nel profondo dell'anima dove le amarezze non possono arrivare.
Benvenuto 2007

Friday, December 29, 2006

Artemisia in Wonderland


"La ragazza disse:" sono passate in fretta queste giornate. Il Natale sembra essersi consumato come una candela di cera ed ora non resta che preparare le valigge". Poi sorrise con un po di tristezza mentre piggiava i vestiti nel bagaglio, pensava ad Annalisa e ad una agenda regalata che era dell'anno appena passato. Penso' anche a Michele che non aveva avuto modo di salutare e a Fabrizio che non aveva salutato di proposito perche' mette sempre un po di tristezza andar via."
Artemisia chiude il libro, ora non ha piu' voglia di leggere della ragazza e della sua vacanza romana... le e' sembrato di vedere un coniglio in panciotto saltellare veloce e blaterare che e' tardi...Artemisia che e' abituata a vedere le cose piu' strane e ha gli occhi pieni di sogni non e' stupita per il coniglio parlante ma si domanda per che cosa sia in ritardo.
Ad Artemisia piace l'idea di rincorrere il coniglio e di fargli i complimenti per il suo panciotto elegante ma il coniglio che ha appena fatto un'abile gincana tra le betulle e le viole sembra non volerne sapere dei coplimenti di Artemisia e si tuffa repentino in un buco che ha la scritta "numero civico 2007".
Lei non vuole lasciarlo fuggire e senza domandarsi se sia prudente o meno lo segue.
Artemisia capisce subito che in questo nuovo mondo la logica e' quella del contrario ,la magia e il nonsenso sono la regola.Artemisia capisce solo ora che non puo' piu' tornare indietro e che qui' tutto diventa grande o piccolo relativizzandosi...
Cari lettori, se questa nuova storia di Artemisia inizia a piacervi, dovrete prestare molta attenzione, credere all'impossibile, e dare la caccia ad un coniglio alla moda...In verita',le favole non hanno mai una fine ma sempre un inizio.

Sunday, December 17, 2006

All I want for Christmas...


Il rumore di un fiocco di raso che si stringe, la fragranza di biscotti allo zenzero appena usciti dal forno, una cascata di zucchero a velo che cade lieve come neve. Luci gialle, arancioni e bluastre che si riflettono intermittenti sulla superficie liscia e arrotondata di una pallina color rosso smalto. Sta arrivando.... e dilaga come un fiume di luce e rumore fra le strade, veste le vetrine col verde degli aghi di pino e le bacche perlacee del vischio.Profumo pungente di giornate piu' fredde che si riscaldano col vino rosso ,bollente ai fior di garofano...eccolo il mio Natale...e tutto quello che voglio e' solo di poter sentirmi felice.

Friday, December 15, 2006

L'urlo

Ogni giorno in cui impari qualcosa non e' un giorno sprecato...

Allora devo aver vissuto dei giorni preziosi...ma mentre mi guardo allo specchio riesco, forse io sola, a vedere i segni profondi che ha lasciato, dentro non fuori di me, l'azione sfregante di una lezione acquisita.

Avrei voluto gridare ma qualcosa ha soffocato l'urlo e nessun suono e' stato emesso dalla mia bocca. Silenziosamente si impara...
Silenziosamente si ricorda...

Saturday, December 09, 2006

Cinderella's story


Quella che sto per raccontarvi e' la veria storia di Cenerentola. Le ragioni per le quali nessuno ve l'ha mai raccontata come io faro', e' perche' le favole devono avere una morale positiva e devono finire bene. Avrete gia' capito dalla mia premessa che questa storia non ha un lieto fine ma forse ha ancora una morale.
Permettetemi di iniziare nel piu' consueto dei modi per una favola...
C'era una volta e probabilmente c'e' ancora, una ragazza di nome Cenerentola, ovviamente non e' cosi' che si chiamava. Ma i nomi si dimenticano e le storie restano e tutto quello che c'e' da ricordare e' che se dovessimo dire qualcosa di lei, per certo diremmo che era una persona che aveva un sogno ( o forse piu' di uno ) e che lottava tenacemente per mantenerlo vivo, per realizzarlo. Quello che voleva, era poter condurre una vita felice, avere dei soldi, essere ammirata e corteggiata, una bella casa, un'interessante vita sociale. Le piacevano le feste e sognava di poter fare la sua entrata trionfale in una di quelle eleganti, di attirare l'attenzione della persona piu' conosciuta, scambiarci due chiacchiere, e magari avere un bel passaggio a casa invece di dover prendere l'autobus. Quello che non vi hanno mai detto di Cenerentola e che hanno sempre voluto omettere, facendole il maggiore dei torti, e ' che Cenerentola era una ragazza normale, carina ma non una top model, maltrattata da alcune persone che la trovavano poco simpatica , perche' si sa' mica si puo' essere simpatici a tutti! amata da alcuni che la trovavano speciale; neppure il suo piede era unico che se fosse stato un trenta sette o un trentasette e mezzo non avrebbe avuto alcuna importanza.
Eppure un giorno, quella festa tanto desiderata capito'!Veramente volete credere alle favole?, veramente volete che vi si racconti di come era bello il suo vestito, di come fu ammirata da tutti? Di come ballo' con un bel gentiluomo che il giorno dopo l'avrebbe voluta con se per sempre per vivere nel suo bel palazzo?
Quello che vi hanno voluto fare credere e' che qualcosa di speciale capito' a Cenerentola e che lei riusci' a riscattarsi dalla sua vita normale. Niente di tutto questo accadde. Cenerentola ando' alla festa perche' lavorava come cameriera, e quando ebbe finito con gli occhi pieni dei ricordi dei bei vestiti che aveva veduto indossati da altri ,prese la metro ed ando' a casa e pianse. Lunghe lacrime le segnavano il viso e l'unica cosa dolce della giornata fu una persona sconosciuta che le porse un sorriso ed un fazzoletto di carta. Se avete visto un po dei vostri desideri in quelli di Cenerentola, se siete sopravvissuti ad un'altra brutta giornata e se come lei avete avuto voglia di piangere e' perche' un po' di Cenerentola e' in ogniuno di noi. Cercate lo straordinario che c'e' nell'ordinario, raffrancatevi perche' uno sconosciuto ha avuto un gesto cortese e continuate a sperare senza dispiacervi troppo se qualche lacrima dovra' essere sacrificata...

Friday, December 08, 2006

Artemisia o dell'Ottimismo.


Cielo plumbeo, il vento di ieri sembra essersi placato e cosi' anche questa settimana e' stata soffiata via. Odio dover fare la resa dei conti ma so che ogni tanto si rende necessario mettere in ordine le idee...quanto volentieri me ne starei a ciondolare su una sedia senza far nulla. Ripenso alle probabilistiche leggi di Murphy ...qui un breve riassunto per coloro i quali non ne conoscessero i postulati:
Legge di Murphy: Se qualcosa puĂ² andar male, lo farĂ  !
Corollari
1. Niente è facile come sembra.
2. Tutto richiede piĂ¹ tempo di quanto si pensi.
3. Se c'è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa
il danno maggiore sarĂ  la prima a farlo.
4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa puĂ² andare male,
e si prevengono, immediatamente se ne rivelerĂ  un quinto.
5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.
6. Non ci si puĂ² mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada
fatto prima.
7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
8. I cretini sono sempre piĂ¹ ingegnosi delle precauzioni che si prendono
per impedirgli di nuocere.
9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirĂ  sempre a scovarla
10. Madre Natura è una pu***na.

.La filosofia di Murphy :Sorridi... Domani sarĂ  peggio.
.Costante di Murphy :Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore;esempio pratico:La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso, su un tappeto nuovo, è proporzionale al valore di quel tappeto.
.Versione della legge di Murphy: Tutto va male nello stesso tempo.
.Chiosa di O'Toole alla legge di Murphy: Murphy era un ottimista.

"Candidamente" vorrei dissentire ma alcune di queste affermazioni sono talmente realistiche...imparticolare quella della fetta di pane...Buon week end a tutti!

Wednesday, December 06, 2006

Io ballo da sola


"Mi piace ballare e mi piace fluttuare leggera a qualche metro da terra, sospesa come se stessi appoggiata su uno stelo di un fiore".
No ,la Pole dance non ha niente a che vedere con la Lap dance, iniziamo subito a chiarirci le idee. Lap infatti significa "coscia" e fa riferimento al fatto che una ballerina si sieda sulle gambe dello spettatore. Ma pole significa "palo" ed e' lo strumento con il quale la ballerina si aiuta nelle sue acrobazie. Inutile negare che questa forma di ballo sia nata negli strip club per uomini ma sarebbe sciocco non considerarne le nuove implicazioni che la vedono come una vera e propia disciplina di danza che richiede grande esercizio, concentrazione nel esecuzione ed una grazia naturale. I tacchi altissimi sono la reminiscenza della sua origine, l'abbigliamento ridotto al minimo invece e' una necessiata', nessun esercizio avanzato sarebbe possibile senza quel necessario attrito della pella sulla superfice d'acciaio del palo.Lividi? Tanti quanti ne vuoi ma poi il corpo si abitua, si scolpisce, ogni muscolo e' teso e tonico, nessuna asimmetria; il corpo della pole dencer e' perfetto ed armonioso.Io ho iniziato un anno fa perche' una prestigiosa rivista femminile parlava della diffusione di questa disciplina nelle scuole di danza londinesi, e cosi' ho deciso che sarebbe stata un ottima alternativa alla noiosa routine della palestra.Ed ora svetto orgogliosa sui miei dodici centimetri di tacco di plastica trasparente...per il resto io ballo da sola...

Tuesday, December 05, 2006

Senza tempo e senza parole...




Quando penso a casa , io penso a due posti che per me sono speciali,che per me sono e saranno per sempre senza tempo. Penso al Colosseo di notte, quando i riflettori del giorno si spengono, quando le folle dei turisti stanchi si sono diradate , quando il traffico rombante si e' placato allora questo luogo concede il suo spettacolo migliore. Sono gli archi illuminati dalla luce artificiale dei lampioni , mille fessure come occhi che guardano o forse e' il peso grave del tempo che si sente imponente sulla struttura maestosa a sublimarti , a regalarti un attimo di eterno, a farti sentire parte di una storia infinita dove anche tu sei importante, dove anche tu sei essenziale.Si erge severo,nobile, austero e invece di soccomberti ti racconta in quella lingua antica dei segni profondi che il tempo ha lasciato sul suo corpo di gigante stanco. E poi c'e' il Gianicolo, il Gianicolo di giorno, il Gianicolo di notte. Quel viale alberato di ombra e di raggi di sole che filtrano fra le fronde mentre cammini, regno magico fatto di risate dei bambini di giorno , dei sussurri degli amanti di notte.Con la sua balconata che sia apre generosa, magnifica sui tetti di Roma, che ti fa sentire padrone del mondo, di quel mondo che puoi abbracciare con un solo sguardo e che si espande lontano fino ai monti. E intanto mentre la citta' e' in ginocchio ai tuoi piedi ,il ponentino ti bacia e ti scompiglia i capelli, e ti ricorda che la vita sta scorrendo fluida nelle tue vene.Questo e' il mio posto, questa e' la mia citta' anche se sono lontana.E se voi avete visto solo le strade sporche, il traffico, il caos allora chiedete alla citta' di raccontarvi di se'e se voi continuata a guardare e a non vedere io saro' triste per voi.

Monday, December 04, 2006

Ad occhi chiusi

Chiudo gli occhi...sento il peso della giornata sulle palpebre. Sto pensando a questi ultimi giorni e a tutte le cose che stanno mutando.
Sto pensando alla mia migliore amica che e' venuta qui e che ho sentito lontana , distante.
C'e' silenzio nella stanza tranne per l'orologio appeso al muro che mi ricorda che ogni attimo sta scivolando via irrimediabilmente.
Sono contenta di essermi liberata di un po di consuetudini; che siano benvenuti i dubbi e le incertezze delle nuove scelte.
Qui nel profumo caldo della mia casa, nella tranquillita' della mia solitudine posso finalmente concedermi al sogno...posso finalmente celebrare una nuova stagione...

Sunday, December 03, 2006

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Ross mi ha guardata e mi ha detto: " ci vediamo presto" e mentre lo diceva le parole gli morivano sulle labbra e gli occhi erano lucidi. Ho sentito un nodo in gola perche' all'improvviso, inaspettatamente come una doccia ghiacciata,ho capito che lui ci teneva davvero.E allora avrei voluto piangere, avrei voluto davvero avere qualcosa di importante da dire.Ma ero li' e avevo gia' fatto un passo fuori dalla porta, avevo raccolto le mie cose e i miei ricordi ...non volevo mi si sciogliessero fra le mani ...Ho ricordato per una frazione di secondo Roberto, che nel corridoio aveva gridato :" dov'e' l'italiana?" Lui che di solito non vede l'ora di andare via di li' e lo fa, di fretta, senza salutare...mi aveva abbracciato e sorriso...era sincero.Poi si era voltato e aveva imboccato la porta. Mari , piccola come una bambola,si era avvicinata e con la sua solita riservatezza di donna giapponese, voleva salutarmi anche lei. Anna poi era entrata nel bagno dove mi stavo cambiando, lei voleva subito mettere in chiaro che nulla sarebbe cambiato se non che in meglio e invece di dirmi il solito "a presto" chiedeva subito cosa avrei fatto la prossiama settimana...le ho sorriso. Anna che dice di essere debole ma che in realta' e' tenace e forte, che non le sta mai bene niente, che vorrebbe cambiare tutto.Poi le luci hanno iniziato a spegnersi ,la giornata stava finendo... ho percorso il corridoio e ho visto Pascal che si infilava il cappotto.Gli ho detto:" posso farti un ultimo saluto?"Pascal con la sua altezzosita' francese ha abbassato gli occhi ed ha risposto" ah si, ciao..." poi ha sorriso, ha capito che non volevo scherzare e allora mi ha porto una busta e mi ha detto" e' un regalo per te", mi sono aperta in un grande sorriso, ero sorpresa, "Non sto lasciando il paese..."...e lui subito" ma stai lasciando qui...e questo e' sufficiente per me"ha nascosto bene un po di tristezza.
Ora sono nella metro, sto aprendo il bigliettino che accompagnava il regalo...ci sono tutti loro, mi augurano buona fortuna...poi lo sguardo mi cade su uno in particolare..." Ti voglio bene! non voglio che tu te ne vada, tu sei la mia musa. Ci si vede presto.Con tanto amore. Ross"...

Friday, December 01, 2006

Sguardo frontale a dieci cose che amo


Amo i sorrisi quelli che inaspettatamente spuntano sul viso delle persone sincere, che ti fanno perdonare ogni cosa subita, che sono contagiosi come il morbillo, che ti travolgono come un onda e ti lasciano disarmato per sempre, anche quando sono durati solo un attimo.
Amo chi sa dire "si" generosamente e "no" con coraggio, che fa della sua vita una variabile senza troppe certezze senza smettere mai di credere che domani sara' senz'altro un giorno migliore.
Amo incondizionatamente la mia famiglia, i miei amici, e tutte quelle speciali persone che mi regalano un po'di loro, che mi insegnano e mi guidano alla ricerca dell'unica cosa che per me e' veramente importante e che e' la felicita', che sono un'ispirazione costante, e che profondamente rispetto.
Amo la vita che non si spreca nella corsa frenetica ma che si gusta attimo dopo attimo, che e' fatta di tavole imbandite, di feste, di musica, di profumi buoni, di viaggi alla ricerca di se stessi e di paesaggi con i quali riempirsi gli occhi e il cuore ma anche di giornate che vorremmo dimenticare, di quotidianita' alle quali vorremmo sfuggire, di lacrime, di malinconia, ma che comunque fanno parte di noi e che scrivono la nostra storia tanto quanto i momenti felici.
Amo chi sa perdonare anche quando fa tanto, troppo male, che non giudica mai definitivamente, che e' disposto sempre ad ascoltare, a capire.
Amo in altrettanto modo coloro che sanno chiedere scusa con umilta' e sincerita', che sanno di non essere perfetti e che tentano di rimediare alle loro mancanze.
Amo gli occhi dei bambini, che dicono sempre quello che pensano, che sono puri, sono veri, che non si domandano cosa voglia dire essere disonesti e dai quali c'e' sempre qualcosa da imparare;
Amo tutto quello che riesce a sorprendermi positivamente, a lasciarmi senza parole per lo stupore e l'ammirazione.
Amo i sognatori che vedono attraverso i loro occhi cose mai viste, che non rinunceranno ai loro sogni e che continueranno a crederci anche quando gli altri diranno loro di essere senza speranza.
Amo l'amore, che mi incendia con la sua forza, che non si brucia nelle passioni ma dura per sempre, che va protetto e alimentato e che fa cose meravigliose.

Tuesday, November 28, 2006

Il segreto nel giardino...passeggiata ad Hyde Park


E' ormai pieno inverno ad Hyde Park. L'acqua del lago ristagna immobile mentre alcuni gabbiani vi virano elegantemente sopra. Il vento scuote a tratti le fronde degli alberi e il fruscio risulta come una pacificante musica. Poco fuori e' il mondo assordante della citta' , del quartiere esclusivo di Knightsbridge, con i suoi turisti sorpresi, con le sue vetrine scintillanti, le sale da te' che servono squisiti biscotti al burro. Ma la citta' resta fuori dallo scrigno incantato del "giardino"che custodisce segreti e memorie. Siediti su una panchina, respira l'aria pungente, riscopri i tuoi pensieri piu' profondi, quelli che per qualche ragione avevi lasciato da parte. Racconta al "giardino" di te lui sapra' conservarne memoria .Lasciati cullare nel suo lungo respiro. Godi intorno a te della presenza laboriosa degli scoiattoli in cerca di cibo, degli uccelli dal piumaggio dai colori vibranti che planano sui rami dei roseti.Tutto e' armonia. Ad ogni passo acquisti nuova energia per il corpo, nuovo equilibrio per la mente, nuova pace per l'anima. Passeggiando ci si trova ad una piccola piazza, e' lo speaker corner. Delle persone scelgono di vienire qui di domenica per parlare ad una compiacente folla di qualsiasi cosa non vada loro.E' un modo per dire, per esprimersi perche' il mondo non si cambia con le parole pero' si inizia sempre cosi', con una idea geniale che pochi condividono .Ma in questo scenario incantato, dove nessuna nota stridente e' concessa anche le parole infuocate devono essere moderate e gli speakers per pronunciarle devono elevarsi su uno sgabello dal suolo sacro del giardino. La tradizione vuole che nulla si puo' dire sul suolo della Regina quello che a lei gradito non sia....

Sunday, November 26, 2006

Sguardo trasversale a dieci cose che odio.


Odio le persone che non sanno essere sincere, neppure con se stesse, che si privano della verita' e che vorrebbero privarla agli altri.
Odio la violenza, verbale , fisica , psicologica che annienta l'essere umano, il suo genio, il suo intelletto e gratifica la bestia nutrendola.
Odio le persone che non ascoltano, che non lo fanno perche' credono di perdere il loro tempo e cosi' facendo perdono il Tempo, il migliore della loro vita colmandosi di una esistenza vuota e senza significato.
Odio le persone che non sanno sorridere, di se stessi prima che degli altri, che non sanno cogliere la sottile ironia che c'e' dietro ogni cosa e fraintendono ogni discorso perche' percepiscono solo l'austerita' della parola.
Odio l'arroganza e il pregiudizio che questa genera, che ti fa sentire migliore degli altri e ti rende il peggiore fra tutti.
Odio tutto cio' che e' sciatto, trascurato,mortificato dalla sua apparenza squallida; non c'e' niente di pittoresco nella trasandatezza.
Odio la volubilita' che non corrisponde ad una scelta ragionata di mutato interesse e prospettiva di pensiero, ma che e' frutto solo del prurito ingiustificato di un cambiamento superficiale.
Odio la lontananza fisica che mi separa dalle persone che amo, quando loro mi vorrebbero li' anche solo per un momento, un istante, ed io sono altrove...irrimediabilmente lontana per un abbraccio che sarebbe il loro conforto ed il mio.
Odio chi ha smesso di sognare, chi ha smesso di guardare il mondo a tinte forti, chi ha deciso che il posto migliore per i sogni sono i cassetti e che ripetono a se stessi con estenuante litania che e' impossibile che questo accada. I sognatori sanno bene che i loro desideri appartengono solo a loro e che tutto puo' accadere.
Odio infine provare l'odio, sentirlo nascere dentro di me, prendere il sopravvento sulla mia razionalita'...ma se non odiassi come pottrei amare?

Sunday morning


Domenica mattina, fuori piove...il ticchettio persistente sulla mia finestra, il calore di casa e il profumo buono della colazione.
Incredibile, maestosa quiete che preannuncia la turbolenza di cambiamenti nella mia vita.
Aspetto come un pescatore sulla sua barca la tempesta che si preannuncia con l'addensarsi di pesanti nuvole all'orizzonte.
Temo per il peggio che forse non accadra'.
Nel mare dell'incertezze mi aggrappo ferocemente alle poche cose sicure come un superstite che non si arrende al propio destino.
So' che dopo essere annegata sboccero' ancora e che il mio profumo anestetizzera' il dolore di questa inquietudine...

Wednesday, November 22, 2006

Come una pin up


A me piacciono le cose effimere, i rossetti rossi, le unghie laccate, i capelli messi in piega, i vestiti satinati, le calze di seta,le scarpe col tacco, i profumi e le rose rosse.
A me piace pensare di svegliarmi la mattina con la mia maschera ancora sugli occhi, mentre la mia segretaria e fact totum personale mi porge la mia vestaglia trasparente e le mie scarpette scendiletto col tacco, elencandomi gli impegni di una giornata da starlett.
A me piace l'idea di un grammofono che suona una canzone francese mentre fumo una sigaretta dal lungo boccale e la fragranza di fumo si mischia all'essenza di viola che e' nella stanza.
A me piace pensare ad una vita in bianco e nero dove le grandi passioni si scrivono sul viso con una lunga linea di mascara colato dagli occhi dopo parole taglienti come rasoi che non possono e non vogliono essere dimenticate.

Monday, November 20, 2006

Ditegli che prima o poi lo trovero'

Se qualcuno per caso lo ha visto, per favore, ditegli che lo sto cercando, che , lo ammetto, forse un po' mi manca, ma sia chiaro, solo un po'!Perche' un giorno e' sparito come il coniglio nel cilindro di un abile gioco di prestigio e poi il prestigiatore ha lasciato la scena senza farlo tornare.
Ditegli, per favore, che non gli servira' nascondersi dietro la sua macchina fotografica perche' prima o poi lo trovero'.Per sua natura inafferrabile, ed il suo nome la dice lunga su questo, ora potrebbe essere ovunque...
Guardate bene questa foto e se l'altra parte del suo volto non riuscite a decifrarla, allora avrete capito qualcosa di piu'.
Se qualcuno lo ha visto , per favore, ditegli che mi manca vedere il mondo filtrato dalla sua lente, che mi manca ancora di conoscere quella parte di Lui che per qualche ambiguo motivo ancora non so....ditegli che lo sto aspettando e che prima o poi lo trovero'.

Sunday, November 19, 2006

L'isola che non c'e'

Sto per andare a dormire...tutto e' gia' silenzio...di questo giorno solo il ricordo.Prima di chiudere gli occhi penso al mare che lambisce la terra, al sole che bacia, ormai stanco, le ultime cose prima di spegnersi dietro alle montagne. Sembra di sentire il fluttuare delle onde,di percepire il calore della sabbia ancora calda, il profumo salmastro dell'aria che inizia a farsi piu' pungente.Nella mia isola tutto tace, e tutto respira.Immensi spazi fino a che occhio nudo riesce a vedere, non oltraggiati da presenza alcuna. Ora posso finalmente ricordare ora posso anche dimenticare e lasciare che domani arrivi perche' l'isola che non c'e' sara' sempre li' ad aspettarmi.

Tuesday, November 14, 2006

Vita da casting



Buongiorno, era un buon giorno, di certo non assolato e indubbiamente di clima variabile ma infondo era propio una bella giornata. Cosa si fa? le solite cose! si controlla la mail per vedere dove devi andare oggi...quanti chilometri dovrai percorrere, quante metro dovrai cambiare, scale da sacendere, da salire...e infine quanto tempo interminabile e irrecuperabile dovrai perdere. Decido che faro' un salto in agenzia per prendere dei composit e dopo aver percorso il breve traggitto che da casa va alla metro, preso il primo treno, salita la prima dozzina di scale , preso gia'il secondo ascensore e bussato alla prima porta della giornata li trovi tutti li'...il mio booker Dean, e tutto il resto della crew che dopo un a dir poco sfuggente " Hi" si rituffano nel loro lavoro, fedeli seguaci di Stakanov, telefonano, scrivono mail, fotocopiano, incredibilmente impegnati ed efficenti mentre le aspiranti nuove ragazze sono li che aspettano nel salottino di ingresso. So' che molte di loro torneranno a casa con un "No ,grazie"ed una lista di agenzie che probabilmente diranno loro la stessa cosa!Ok, il buon senso mi dice che dopo una serie di eleganti convenevoli e' meglio levare le tende e iniziare veramete la giornata. E cosi di nuovo metro e strade e portoni. E poi eccolo li' il tuo primo appuntamento del giorno, sorride, ma e' ovvio che e' un sorriso di plastica e allora con un altrettanto plastificato sorriso, rispondi.Guarda a volte attento, a volte, con approssimazione ...ti tocca i capelli...ti chiede da dove vieni perche' il genio, ha intuito che il mio non e' un inglese dal sapore oxfordiano.Poi saluti e te ne vai verso il prossimo e cosi' ancora ed ancora.Bhe' non sara' quella che si possa definire una bella vita... il bello deve ancora venire ma questa e' un'altra storia...quella di oggi e' solo una vita da castings...

Friday, November 10, 2006

Sui tacchi




Prima di tutto non sono "solo" scarpe ma scarpe col tacco e la definizione la dice lunga sulla natura vertiginosa dell'oggetto. Seconda cosa, inutile spiegare ad un uomo che il paio "quasi identico" che hai a casa non e' quasi identico con quello della scintillante vetrina che sembra volerne esaltare la forma dinamica e flessuosa, e che e' tutta in quel "quasi" la differenza incolmabile che ne giustifica l'acquisto. Scarpe, alcuni direbbero riduttivamente che servono per camminarci, ma nulla e' piu' riduttivo di questo se parli di un paio di scapre col tacco perche' a dire il vero camminarci non solo e' una parola poco corretta dato che si, ammettiamolo, sono scomode in modo imbarazzante ma decisamente inesatta dato che di certo non ti senti entusiasta all'idea di percorrere neppure un corridoio, e che meriterebbe di essere sostituita col il verbo "svettarci su".Un paio di scarpe col tacco puo' determinare l'umore della tua giornata perche' non c'e' niente di peggio quando quel tacco ha deciso di rompersi propio in quel momento sottraendoti quell'altezza illusoria che t'aveva regalato un attimo prima e ricordandoti che si, sei molto piu' vicina alla terra piuttosto che al cielo! Scarpe col tacco che ti allungano la gamba , assottigliano la caviglia,ti regalano quella forma leggermente incavata all'interno del piede che lo fa sembrare piu' piccolo del solito.Scarpe, scarpe col tacco che non sono mai abbastanza ne abbastanza costose, e che puoi sempre vederci sorridere se ce ne regali un paio!

Corpo con le ali

Sento che e' tempo di cambiare, di trasformarsi. Sento che e' il momento giusto per comprare un paio d'ali, per volare, per percorrere le strade che ieri non ti sei concesso di percorrere.Se dovro' cadere sapro' rialzarmi, se dovro' viaggiare contro vento sapro' resistere. Con epicurea imperturbabilita' voglio percorrere la strada non battuta e gurdare avanti con occhi nuovi.Voglio celebrare ogni cosa nuova come un evento inatteso e magnifico, e sentire la vita trafiggermi le ossa e la pelle. Ridere, sorridere, gustare ogni sapore...e sentire che la felicita' non e' domani ma ora!

Tuesday, November 07, 2006

Potere alla parola

Se questo e' uno spazio tutto per me allora voglio poter dire tutto quello che penso...ed oggi ho propio pensato tanto! Eppure tutte le volte che la vorticosa moltitudine di pensieri mi assale diviene poi cosi' difficile pronunciarle le parole...Dove sono finite? tutto era chiaro un secondo fa' ed ora hanno deciso di dileguarsi, sciolte come un gelato ad agosto.

Sunday, November 05, 2006

Le cose che so di Lei

Non ho molte certezze, e forse preferisco non averene ma quello che so' di lei e' che posso fidarmi, che posso crederle, che Lei mi dira' la verita' quando non riusciro' piu' a riconoscerla.

Quello che so di Lei e' che si fida di me, che mi crede, che le diro' la verita'quando sara' Lei ad averla perduta.

Quello che so' di Lei e' che le piace chiedersi il perche' delle cose, che le piacciono le persone sincere e le giornate di sole.

Quello che so' di Lei e' che se tutto sara'andato per il verso sbagliato, se qualcuno avra' mangiato la ciliegina sulla mia torta , se avra' distrutto il mio castello di sabbia , Lei sara' li' ad ascoltarmi, sara' li' per me.

Quello che per certo so di Lei e' che e' mia Amica e che io non posso far altro che sentirmi disarmata e felice per tutto questo!

Friday, November 03, 2006

Vibrazioni da palcoscenico


Tre, due , uno...che la musica inizi,che si alzi il sipario , che il dado sia tratto...giusto epilogo di una giornata un po troppo placida, passata a casa nel torpore e nella comodita' dei cuscini. E' ora di risvegliarsi, di mettere il piu' lussuoso dei vestiti e il piu' deciso fra i rossetti perche' la notte si sa' non e' bella senza eccessi...dove ho messo le mie scarpe col tacco? ho bisogno che qualcuno mi aiuti con la cerniera del vestito...ecco sono pronta, lo sono? Corro per strada chiudendomi dietro la porta di casa, che faccio prendo un taxi? si mangia qualcosa prima del teatro...qualcosa di febbrile stuzzica l'aria...poi l'ultimo bisbiglio prima che la luce si spenga e che il riflettore baleni con la sua luce aranciata...sussurro" sara' una serata speciale!" lui sorride sornione...grazie! la tua dolly...

Wednesday, November 01, 2006

Inverno a Londra



Che freddo! e' propio arrivato l'inverno...dell'estate solo il ricordo, un profumo ormai troppo vago...cammini per strada con le mani nelle tasche per non sentirti gelare le dita, fra la gente che corre. Respiri l'aria pungente e nel mare di persone potresti anche annegare; un fiume che scorre a volte lento a volte impetuoso, striciando nell' elegante Bond street , nel mulinello vorticoso di Oxford circus, nell' ondeggiante e psichedelico afflusso di Piccadilly, fino a quietarsi, diramarsi, nella piazza del mercato di Covent Garden, con i suoi saltimbanchi, i suoi giocolieri, i venditori di cianfrusaglie.La Londra dai mille indirizzi dove mi reco per i miei castings, la Londra dei fast food sempre pieni, delle insegne luminose dei musicals.
Bisognera' mettere il cappotto, i guanti, il cappello, non dimenticare l'ombrello; bisognera' mettere a riparo dal freddo il cuore che troppe volte rischia di gelare a causa dei sogni che non si realizzano come vorresti tu, delle persone che ti mancano e che vorresti abbracciare anche solo per un attimo.
Assaporero' il rituale di una tazza di te' alle cinque che col freddo si sa' diviene piu' amabile,mi concedero' una passeggiata lungo il Tamigi, comprero' un gioiello di latta sulle bancarelle di Portobello, lascero' il mio tributo ad un musicista che suona su un palco improvvisato nella metro di Leicester square.Mi assopirero' in questo lungo, meraviglioso, gelido inverno sognando che l'estate torni presto....