
Jo O'neill dovrebbe essere li' ad aspettarmi, questo e' il terzo e dico terzo call back per questo lavoro. Ho detto bene, dovrebbe , ma la cara Jo non e' li', le si e' allagato l'appartamento ed e' rimasta a casa con le pantofole, i capelli sfatti, e le bacinelle cosparse qua e la nell'affannata ricerca di non affogare in quel centrimetro d'acqua che ormai e' dilagato in tutta casa. Povera Jo.
Ed io allora cosa sono venuta a fare qui? E pensare che mal di testa a parte, mi ero alzata con le migliori intenzioni, indossato il vestito carino, le labbra lucide a specchio, il mascara sugli occhi. Poi ho camminato a passo svelto per arrivare al numero 75 di New Oxford Street.
Dannazione io odio perdere tempo, odio i sorrisi di circostanza e le domande ripetute alle quali ho gia' risposto esaurientemente in precedenza. Mi domando, cosa ci faccia di fronte a me questa donna dall' espressione ottusa con quel taccuino nelle mani se poi non prende appunti? Devo compatirla perche' non ha capito a cosa serve? Va bene, saro' indulgente. C'e' il fotografo che ho conosciuto la scorsa settimana, mi saluta cordiale e io faccio altrettanto anche se non ricordo affatto il suo nome ma questo e' un futile dettaglio. Mi scatta qualche foto, io lascio che faccia. Poi prendo la mia borsa, il mio book e me ne torno a casa con una certa insoddisfazione che non so spiegare.
Il problema e' che il mondo della moda e' pieno di decelebrati, perche' se non pensi non hai mai nulla da discutere e se asserisci a tutto allora sei propio tagliato per il successo. Le persone che lo fanno pensando ,perche' conoscono bene quali sono i vantaggi del mestiere e come ottenerli , sono delle perle rare e la maggior parte delle volte devono fingersi dei cretini.
Penso propio che mi lascero' annegare in una tazza di te' e mi esercitero' alla demenza perche', scusate, non ha tutti viene naturale.



ole ed ancora giornate consumate nel tentativo di scorgere un raggio di luce oltre una coltre di nuvole scure. Ho visto i londinesi aprire i loro ombrelli, scomparire veloci nei cunicoli sotterranei delle metropolitane, dimenticarsi che e' gia' primavera anche se non ce n'e' traccia alcuna e che presto altrove esplodera' una calda estate. Altrove, non qui, qui di rado. Il profumo del mare e' solo un ricordo. Una valanga di pensieri all'improvviso, come un temporale equatoriale mi soccombe: ricordo una mattina d'estate, una qualunque, il sole gia' caldo ad annunciare una giornata di fuoco, due donne che si parlano dai balconi delle propie abitazioni, i rumori del mercato poco distante e la fragranza fresca della frutta matura e zuccherina. Ma io sono qui, in questa citta' che va di fretta, che non si ferma , dove di rado c'e' il sole. Perche' mi trovo qui? " E la risposta e' semplice: per















Ogni giorno in cui impari qualcosa non e' un giorno sprecato...
























