Thursday, March 01, 2007

Sofisticazioni





Sono annoiata dalle cose normali e dalle quotidianeita'. Io sono attratta dalle cose speciali e rare. Tutto quello che riesce a sorprendermi, a stupirmi, facilmente coglie la mia attenzione. Sono estremamente impressionata da coloro che riescono a vedere cose interessanti sotto prespettive che io avevo ignorato, bendata dalle mie sorde convinzioni. Tuttavia ho la presunzione di riconoscermi il pregio di tornare indietro e di riconsiderare, qualora non fosse propio possibile rivalutare.
Il tempo per me non esiste, non esistono cose che appartengono ad un futuro inimagginabile o ad un passato immutabile.
Il tempo e' la dimensione unica del mio agire. Tutto e' permesso, tutto puo' accadere ancora ed anche l'accaduto non si sottrae a questa legge che e' immanente nell'esistenza stessa degli individui. La condizione "sine qua non " e' solo la vita. Senza di essa il tempo si cancrenizza e diventa di pietra come se avesse guardato gli occhi di una gorgone.Solo allora tutto e' compiuto e di noi non resta che il ricordo.

Sunday, February 25, 2007

Studiando...


Guardo i miei libri, una consistente pila di fascicoli raccolti, mi chiamano dal ripiano sul quale sono stati poggiati disordinatamente, vogliono, pretendono di essere letti. Queste giornate scorrono via cosi', come un qualcosa dalla cosistenza mielosa ma senza ambirne alla dolcezza. Dall'alba al tramonto con un libro in mano che non si accontenta di essere guardato.
Nel silenzio della casa pronuncio parole che non sono mie ma che lo diverranno.
Delle volte i miei pensieri si allontanano in punta di piedi , scivolano via fra un paragrafo all'altro, si nascondono nella punteggiatura conclusiva di un capitolo e poi mi accorgo che con loro sono scivolata anche io e che li ho inseguiti in dei percorsi proibiti dall'attenzione che dovrei prestare. Allora faccio una pausa ma di li a poco un senso acuto di colpa mi dice che non posso permetterlo e allora torno a studiare.

Tuesday, February 20, 2007

Senza peli sulla lingua


Permettetemi una citazione colta:" Dixisse aliquando poenituit, tacuisse nunquam". Significa : "Qualche volta mi sono pentito di aver parlato, di aver taciuto mai".
Forse avrei potuto tradurvelo direttamente ma avrei perso il tono solenne che voglio dare alla disquisizione di oggi (non so se notate l'aulicita' del gergo!). Il mio filone citazionista sembra non essersi esaurito quindi , per favore,concedetemene qualche altra: " La parola e' d'argento e il silenzio e' d'oro", questa la conoscevate giusto?
Dall'alto della sua autorita' letteraria, Miguel Cervantes ci informa che "Nella bocca chiusa, non entrano mosche". Che raffinarezza, che magniloquenza! Non possiedero' la saggezza ed il genio di tali illustri rappresentati ma il senzo mi sembra chiarissimo, " Taci che e' meglio".
Ora voi vi domanderete perche' soffermarsi su tutto questo? Cosa ci impedisce di farci due chiacchiere in piena liberta'? Ma e' ovvio, la verita' che scaturisce dalla parola, tagliente come una lama di un samurai e che io certe volte propio non riesco a mettere a freno.Non siate leziosi sulle parole ma lo ammetto, ho detto "verita'", la mia ovviamente, che non pretende di essere assoluta ma che certo se suscita tanta reazione e' perche' tocca un tasto dolente.
Ma non voglio essere dispersiva, il punto e' che se e' pur giusto esprimere le propie opinioni non bisogna mai dimenticare la lezione macchiavellesca di perseguire il propio fine e che avvolte, un silenzio ci ripaga enormemente. Io cerco sempre di tenerlo a mente ma della volte lo trovo un compito piu' arduo del previsto. Eh si! notava bene quel signore che rifletteva sulla lezione di Cervantes, chiedendosi se l'autore avesse ragionato sul fatto che, preservando la bocca dalle mosche, avesse dovuto comunque ingoiare il rospo.In scelte culinarie non si discute ( "de gustibus non est disputandum" E' l'ultima lo giuro!) qundi fate voi , rospi o mosche?

Monday, February 12, 2007

A luci spente

Al buio, con le luci spente si riflette meglio, e questa prolungata oscurita' nella quale e' stata immersa la mia casa a causa di un danno all'impianto elettrico mi ha dato molto da pensare. Ed e' cosi' che mi sono accorta che il buio genera domande non risposte.
Perche' la rabbia non e' un sentimento che mi appartiene a lungo? Come si fa ad essere rancorosi , non dico per sempre ma al meno per un lungo, ostinato, periodo di tempo? Non fraintendiamo, non sono estranea alla rabbia, a quell'odio viscerale che ti incendia il cuore e l'anima, che ti fa pronunciare parole velenose, che ti fa meditare vendette spietate e che pur di appagarla saresti disposto, tu impaziente creatura, ad aspettare sulla riva del fiume il corpo tramortito del tuo rivale che scivola via. E' che questo sentimento mi abbandona infretta e se non lo fa troppo rapidamente una volta dileguato, ho il ricordo di quello che e' accaduto, la lucidita' del racconto ma non ne provo piu' il sentimento.Come si fa a mantenere vivo il fuoco delirante dell'odio? me lo chiedo perche' delle volte credo che sia giusto pagare tributo di fedelta' a quel sentimento che ci ha fatto comportare in una determinata maniera, che ci ha fatto chiudere sbattendo le porte di una relazione, che ci ha fatto giurare che sarebbe stata l'ultima volta. Ed invece ecco, propio ora che volevo continuare ad essere coerente tutto e' svanito. Sento che non ne vale la pena, che odiare richiede uno sforzo costante, tanto quanto quello che tiene vivo l'amore che io non sono disposta a sopportare. Tutto questo significa che non ce l'ho piu' con te, se mi hai fatto qualcosa di male, che non ce l'avro' per sempre se ancora non m'e' passata o forse, che tu sei l'eccezione che confermera' la regola. Voglio omaggiare pubblicando questa mia foto, il mio dolce amico Eolo che ho perdonato per la sua profondamente sentita assenza .

Tuesday, February 06, 2007

L'età dell innocenza

Probabilmente sarà capitato anche a te di fare qualcosa e di non avere bene in mente il proposito per il quale lo stai facendo. Oggi io ho deciso che era il momento di prendere le cose con estrema leggerezza solo perchè un inspiegabile trasporto emotivo mi ha suggerito così. Ho la consapevolezza che ogni gesto, anche minimo apporta delle conseguenze alle quali è impossibile sottrarsi; Sottrarsi alle conseguenze non è una mia prerogativa. Neppure creare scompiglio alla tranquilla e stabile vita degli altri è una mia prerogativa ( forse sto mentendo!), quindi mi auguro che questa inaspettata invasione nella sua vita non sia stata troppo turbolenta. Deve essere colpa di questo trasloco invadente che ha accatastato i libri nelle scatole e sollevato dalla polvere pensieri che a lungo hanno giaciuto nei meandri di una memoria dimenticata. Le foto non sono ancora ingiallite, perchè avrebbero dovuto farlo i ricordi positivi che ci portiamo dentro e che sono parte di noi? E' un'eterna età dell'innocenza la mia. Tutto cambia e tutto resta apparentemente uguale.
E poi la polvere si riposa sulle cose e tutto è pronto per essere dimenticato ancora mentre si torna alla vita che con il suo accattivante bacio ti invita a farsi assaggiare ancora.

Friday, January 26, 2007

Se lo fate,( e prima o poi lo farete!) fatelo con eleganza...


La verita' e' che siamo spesso costretti a portare degli abiti che non ci appartengono. Gli abiti dei quali sto parlando sono quelli che rivestono il nostro comportamento sociale e non di certo quelli che seguono l'altalenante e inconsistente flusso delle mode.
Io, per esempio, oggi vorrei sfondare la porta del mio vicino, sorridergli ( perche' un sorriso non si nega mai a nessuno!), dargli il buon giorno cordialmente, e poi prendere il suo stereo e fiondarlo giu' dalla sua finestra, provare un brivido di compiacimento mentre sento i pezzettini di ferro e plastica saltellare allegramente sull'asfalto creando una musica che riuscirebbe finalmente ad allietare il mio orecchio ferito dalla vibrazione continua e nauseante della sua selezione musicale. Poi con disinvoltura, augurargli una buona giornata e ritornarmene tranquilla nel mio appartamento con la consapevolezza che nessun rumore impropio potra' piu' disturbarmi.
Invece tutto questo e' costretto a vivere nella mia non troppo fervida immaginazione. Saro' costretta, per rispetto della reciproca convivenza a subire la sua pessima musica; forse al limite delle forze mi ritrovero' a bussare alla sua porta e chiedergli gentilmente di abbassare il volume e magari spiegargli che la sua musica da dummy ,male si addice alla solennita' delle tragedie greche che sto studiando per il mio esame di storia del teatro. Alla fine di questa storia io vorrei porre l'attenzione sulla mia natura in realta' affatto violenta, e sottolineare la gentilezza e cordialita' che comunque avrebbe sottolineato il mio gesto ( delresto assolutamente comprensibile!). Il mio consiglio per la giornata e' il seguente: Lasciate che le buone maniere vi coinvolgano con la loro forza dirompente e mentre spingete con una spallata la persona che e' accanto a voi e che cercava impropiamente di prendersi il posto che e' vostro di diritto, non dimenticate di sorridergli e di ringrazarlo per avervelo ceduto.

Sunday, January 21, 2007

Luxe, calme et volupte'.


Straniera in un paese straniero. Per sopravvivere e' necessario muoversi a passi di danza, leggeri come se si camminasse sulle punte. Dopo due anni sento ancora di non appartenere a questo posto e mi mancano le persone e le cose che ho lasciato indietro.
Eppure mi sto abituando ai silenzi, alle meditazioni, alle battute che vorresti fare e che arrivano troppo tardi. Improvvisamente impari a parlare meno e ad ascoltare molto di piu', a soffermarti sui dettagli...su quelle cose che le parole non dicono mai e minuscoli , infinitesiamali gesti rivelano sempre.
Mi si sta cucendo addosso come una seconda pelle questa vita inglese che doveva essere solo un' esperienza. Ora vedo con i miei occhi divenuti piu' grandi cose che assolutamente ignoravo.
Nigel, la gattina dagli occhi verde smeraldo sembrava percepire la vibrazione dei miei pensieri oggi, e si e' fatta accarezzare da me e da me soltanto...con quel sorniorne parlare che solo due individui muti sanno comunicarsi.

Friday, January 12, 2007

E' colpa del vento


Il vento si sta portando via tutto quello che di vecchio e stanco c'e' nella mia vita...che sia benedetto il vento che rigenera, che crea nuove e forse false speranze!
Ho camminato per le strade ormai ben conosciute di Covent Garden ieri, ancora umide di pioggia, il freddo nelle ossa,le luci dei lampioni accese. E mentre il vento soffiava s'e' portato via i miei pensieri grevi e ho ricordato questa estate nei vicoli di Trastevere, con quel vento lieve che ti sollevava dal caldo arido della giornata. In nulla rassomiglia a questo vento che e' piu' pungente e un po' piu' ostile.
Il ragazzo americano, nel suo peregrinare e' arrivato a Londra e come allora ci troviamo a camminare insieme, a raccontarci le cose che accadono anche quando noi vorremo non ci appartenessero. Lui che mi aveva fatto compagnia nelle serate d'estate, che si era rivelato una piacevole sorpresa, che ti faceva vedere il mondo con gli occhi di un instancabile viaggiatore.
Tutto di lui sembra essere cambiato ai miei occhi, forse e' colpa del vento che ha spostato il velo che lo copriva e che ora non cela piu'.
Ora il ragazzo americano non viaggia piu' ma fugge, ora non approda su nuovi lidi per godere del sole e delle belle cose di cui il mondo ci riempie gli occhi ma giace nell'oblio di chi non vuole prendere potere sulle propie cose e sul propio destino.
Temo di aver perduto un amico...lo cerco ma non lo trovo...siamo lontani, forse non ancora irrimediabilmente. E' colpa del vento. Il vento che ha soffiato via potente, spazzandone ogni traccia, l'idea meravigliosa che mi ero fatta di lui. Forse era solo un illusione, una piacevole, squisita illusione ed ora a causa di un alito di vento non c'e' piu'. Forse dovrei ringraziarlo il vento che rivela, che dice sempre, sussurrando, la verita' ma con che malinconia ricordo quello che non vedo piu'. Il vento mi ha parlato ma sento che ancora non mi ha raccontato tutto ed ora aspetto che dica ancora.

Friday, January 05, 2007

Cronaca di una mannequin


Riesco a vedere la mia immagine nella lente...assorbe la luce e riflette le ombre , come essere di fronte allo specchio ma con meno consapevolezza ...so' che non devo prestare attenzione all'immagine dal canto di sirena e guardare oltre, tenere lo sguardo sul diaframma che si apre e si chiude, iniziare un dialogo con un oggetto che non ha ne occhi ne' bocca e che pure ti guarda e che a suo modo dice. Di tanto il dialogo si interrompe per un colpo di spazzola, una spruzzata di lacca , una spalmata di cera, un colpo di phono...sento la massa voluminosa dei mie capelli diventare consistente...e ancora senza tregua una spolverata di cipria, il pennello appiccicoso del gloss sulle labbra. Il corsetto che indosso mi fascia i fianchi, stringe la vita fino a farla diventare un'esigua circonferenza e smorza il respiro che a tratti e' ridotto ad un fiato. Mi piace quando un lavoro volge al termine, le luci dei riflettori si spengono, scivoli nei tuoi vestiti, il batuffolo di cotone che scioglie il mascara segna una lunga linea nera sul viso e finalmente riappari tu...e tutto e'quiete.

Sunday, December 31, 2006

Welcome 2007


Un lungo filo di fumo che parte da terra fino ad arrivare su in cielo, perdersi per un attimo fra il fumo e il chiaro di luna poi aprirsi immenso come una rosa che sboccia veloce senza seguire il passare delle stagioni, colorato come il piu' preggiato fra i fiori.Un'onda di luce che riempie il cielo tutto di vibrazioni cromatiche e di rumori sordi e rombanti.E' cosi' che grida e nasce il nuovo anno, pieno di promesse e senza rammarico per quello che si e' appena spento.E tutto intorno la gente danza, alza bicchieri ricolmi di vino, sorride alla vita che viene.Sull'acqua il riflesso dei lampi di luce.
A tutte le persone che amo io auguro dal profondo del cuore che questo anno sia il piu' bello fra tutti quelli passati e solo un esile preludio di quelli che verranno.Auguro che vi porti tutto quello che desiderate, che realizzi i sogni in cui ancora fortemente credete .Che questo nuovo anno vi sorrida , vi insegni, vi guarisca e vi renda felici nel profondo dell'anima dove le amarezze non possono arrivare.
Benvenuto 2007

Friday, December 29, 2006

Artemisia in Wonderland


"La ragazza disse:" sono passate in fretta queste giornate. Il Natale sembra essersi consumato come una candela di cera ed ora non resta che preparare le valigge". Poi sorrise con un po di tristezza mentre piggiava i vestiti nel bagaglio, pensava ad Annalisa e ad una agenda regalata che era dell'anno appena passato. Penso' anche a Michele che non aveva avuto modo di salutare e a Fabrizio che non aveva salutato di proposito perche' mette sempre un po di tristezza andar via."
Artemisia chiude il libro, ora non ha piu' voglia di leggere della ragazza e della sua vacanza romana... le e' sembrato di vedere un coniglio in panciotto saltellare veloce e blaterare che e' tardi...Artemisia che e' abituata a vedere le cose piu' strane e ha gli occhi pieni di sogni non e' stupita per il coniglio parlante ma si domanda per che cosa sia in ritardo.
Ad Artemisia piace l'idea di rincorrere il coniglio e di fargli i complimenti per il suo panciotto elegante ma il coniglio che ha appena fatto un'abile gincana tra le betulle e le viole sembra non volerne sapere dei coplimenti di Artemisia e si tuffa repentino in un buco che ha la scritta "numero civico 2007".
Lei non vuole lasciarlo fuggire e senza domandarsi se sia prudente o meno lo segue.
Artemisia capisce subito che in questo nuovo mondo la logica e' quella del contrario ,la magia e il nonsenso sono la regola.Artemisia capisce solo ora che non puo' piu' tornare indietro e che qui' tutto diventa grande o piccolo relativizzandosi...
Cari lettori, se questa nuova storia di Artemisia inizia a piacervi, dovrete prestare molta attenzione, credere all'impossibile, e dare la caccia ad un coniglio alla moda...In verita',le favole non hanno mai una fine ma sempre un inizio.

Sunday, December 17, 2006

All I want for Christmas...


Il rumore di un fiocco di raso che si stringe, la fragranza di biscotti allo zenzero appena usciti dal forno, una cascata di zucchero a velo che cade lieve come neve. Luci gialle, arancioni e bluastre che si riflettono intermittenti sulla superficie liscia e arrotondata di una pallina color rosso smalto. Sta arrivando.... e dilaga come un fiume di luce e rumore fra le strade, veste le vetrine col verde degli aghi di pino e le bacche perlacee del vischio.Profumo pungente di giornate piu' fredde che si riscaldano col vino rosso ,bollente ai fior di garofano...eccolo il mio Natale...e tutto quello che voglio e' solo di poter sentirmi felice.

Friday, December 15, 2006

L'urlo

Ogni giorno in cui impari qualcosa non e' un giorno sprecato...

Allora devo aver vissuto dei giorni preziosi...ma mentre mi guardo allo specchio riesco, forse io sola, a vedere i segni profondi che ha lasciato, dentro non fuori di me, l'azione sfregante di una lezione acquisita.

Avrei voluto gridare ma qualcosa ha soffocato l'urlo e nessun suono e' stato emesso dalla mia bocca. Silenziosamente si impara...
Silenziosamente si ricorda...

Saturday, December 09, 2006

Cinderella's story


Quella che sto per raccontarvi e' la veria storia di Cenerentola. Le ragioni per le quali nessuno ve l'ha mai raccontata come io faro', e' perche' le favole devono avere una morale positiva e devono finire bene. Avrete gia' capito dalla mia premessa che questa storia non ha un lieto fine ma forse ha ancora una morale.
Permettetemi di iniziare nel piu' consueto dei modi per una favola...
C'era una volta e probabilmente c'e' ancora, una ragazza di nome Cenerentola, ovviamente non e' cosi' che si chiamava. Ma i nomi si dimenticano e le storie restano e tutto quello che c'e' da ricordare e' che se dovessimo dire qualcosa di lei, per certo diremmo che era una persona che aveva un sogno ( o forse piu' di uno ) e che lottava tenacemente per mantenerlo vivo, per realizzarlo. Quello che voleva, era poter condurre una vita felice, avere dei soldi, essere ammirata e corteggiata, una bella casa, un'interessante vita sociale. Le piacevano le feste e sognava di poter fare la sua entrata trionfale in una di quelle eleganti, di attirare l'attenzione della persona piu' conosciuta, scambiarci due chiacchiere, e magari avere un bel passaggio a casa invece di dover prendere l'autobus. Quello che non vi hanno mai detto di Cenerentola e che hanno sempre voluto omettere, facendole il maggiore dei torti, e ' che Cenerentola era una ragazza normale, carina ma non una top model, maltrattata da alcune persone che la trovavano poco simpatica , perche' si sa' mica si puo' essere simpatici a tutti! amata da alcuni che la trovavano speciale; neppure il suo piede era unico che se fosse stato un trenta sette o un trentasette e mezzo non avrebbe avuto alcuna importanza.
Eppure un giorno, quella festa tanto desiderata capito'!Veramente volete credere alle favole?, veramente volete che vi si racconti di come era bello il suo vestito, di come fu ammirata da tutti? Di come ballo' con un bel gentiluomo che il giorno dopo l'avrebbe voluta con se per sempre per vivere nel suo bel palazzo?
Quello che vi hanno voluto fare credere e' che qualcosa di speciale capito' a Cenerentola e che lei riusci' a riscattarsi dalla sua vita normale. Niente di tutto questo accadde. Cenerentola ando' alla festa perche' lavorava come cameriera, e quando ebbe finito con gli occhi pieni dei ricordi dei bei vestiti che aveva veduto indossati da altri ,prese la metro ed ando' a casa e pianse. Lunghe lacrime le segnavano il viso e l'unica cosa dolce della giornata fu una persona sconosciuta che le porse un sorriso ed un fazzoletto di carta. Se avete visto un po dei vostri desideri in quelli di Cenerentola, se siete sopravvissuti ad un'altra brutta giornata e se come lei avete avuto voglia di piangere e' perche' un po' di Cenerentola e' in ogniuno di noi. Cercate lo straordinario che c'e' nell'ordinario, raffrancatevi perche' uno sconosciuto ha avuto un gesto cortese e continuate a sperare senza dispiacervi troppo se qualche lacrima dovra' essere sacrificata...

Friday, December 08, 2006

Artemisia o dell'Ottimismo.


Cielo plumbeo, il vento di ieri sembra essersi placato e cosi' anche questa settimana e' stata soffiata via. Odio dover fare la resa dei conti ma so che ogni tanto si rende necessario mettere in ordine le idee...quanto volentieri me ne starei a ciondolare su una sedia senza far nulla. Ripenso alle probabilistiche leggi di Murphy ...qui un breve riassunto per coloro i quali non ne conoscessero i postulati:
Legge di Murphy: Se qualcosa può andar male, lo farà !
Corollari
1. Niente è facile come sembra.
2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi.
3. Se c'è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa
il danno maggiore sarà la prima a farlo.
4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male,
e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto.
5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio.
6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada
fatto prima.
7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
8. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono
per impedirgli di nuocere.
9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla
10. Madre Natura è una pu***na.

.La filosofia di Murphy :Sorridi... Domani sarà peggio.
.Costante di Murphy :Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore;esempio pratico:La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso, su un tappeto nuovo, è proporzionale al valore di quel tappeto.
.Versione della legge di Murphy: Tutto va male nello stesso tempo.
.Chiosa di O'Toole alla legge di Murphy: Murphy era un ottimista.

"Candidamente" vorrei dissentire ma alcune di queste affermazioni sono talmente realistiche...imparticolare quella della fetta di pane...Buon week end a tutti!

Wednesday, December 06, 2006

Io ballo da sola


"Mi piace ballare e mi piace fluttuare leggera a qualche metro da terra, sospesa come se stessi appoggiata su uno stelo di un fiore".
No ,la Pole dance non ha niente a che vedere con la Lap dance, iniziamo subito a chiarirci le idee. Lap infatti significa "coscia" e fa riferimento al fatto che una ballerina si sieda sulle gambe dello spettatore. Ma pole significa "palo" ed e' lo strumento con il quale la ballerina si aiuta nelle sue acrobazie. Inutile negare che questa forma di ballo sia nata negli strip club per uomini ma sarebbe sciocco non considerarne le nuove implicazioni che la vedono come una vera e propia disciplina di danza che richiede grande esercizio, concentrazione nel esecuzione ed una grazia naturale. I tacchi altissimi sono la reminiscenza della sua origine, l'abbigliamento ridotto al minimo invece e' una necessiata', nessun esercizio avanzato sarebbe possibile senza quel necessario attrito della pella sulla superfice d'acciaio del palo.Lividi? Tanti quanti ne vuoi ma poi il corpo si abitua, si scolpisce, ogni muscolo e' teso e tonico, nessuna asimmetria; il corpo della pole dencer e' perfetto ed armonioso.Io ho iniziato un anno fa perche' una prestigiosa rivista femminile parlava della diffusione di questa disciplina nelle scuole di danza londinesi, e cosi' ho deciso che sarebbe stata un ottima alternativa alla noiosa routine della palestra.Ed ora svetto orgogliosa sui miei dodici centimetri di tacco di plastica trasparente...per il resto io ballo da sola...

Tuesday, December 05, 2006

Senza tempo e senza parole...




Quando penso a casa , io penso a due posti che per me sono speciali,che per me sono e saranno per sempre senza tempo. Penso al Colosseo di notte, quando i riflettori del giorno si spengono, quando le folle dei turisti stanchi si sono diradate , quando il traffico rombante si e' placato allora questo luogo concede il suo spettacolo migliore. Sono gli archi illuminati dalla luce artificiale dei lampioni , mille fessure come occhi che guardano o forse e' il peso grave del tempo che si sente imponente sulla struttura maestosa a sublimarti , a regalarti un attimo di eterno, a farti sentire parte di una storia infinita dove anche tu sei importante, dove anche tu sei essenziale.Si erge severo,nobile, austero e invece di soccomberti ti racconta in quella lingua antica dei segni profondi che il tempo ha lasciato sul suo corpo di gigante stanco. E poi c'e' il Gianicolo, il Gianicolo di giorno, il Gianicolo di notte. Quel viale alberato di ombra e di raggi di sole che filtrano fra le fronde mentre cammini, regno magico fatto di risate dei bambini di giorno , dei sussurri degli amanti di notte.Con la sua balconata che sia apre generosa, magnifica sui tetti di Roma, che ti fa sentire padrone del mondo, di quel mondo che puoi abbracciare con un solo sguardo e che si espande lontano fino ai monti. E intanto mentre la citta' e' in ginocchio ai tuoi piedi ,il ponentino ti bacia e ti scompiglia i capelli, e ti ricorda che la vita sta scorrendo fluida nelle tue vene.Questo e' il mio posto, questa e' la mia citta' anche se sono lontana.E se voi avete visto solo le strade sporche, il traffico, il caos allora chiedete alla citta' di raccontarvi di se'e se voi continuata a guardare e a non vedere io saro' triste per voi.

Monday, December 04, 2006

Ad occhi chiusi

Chiudo gli occhi...sento il peso della giornata sulle palpebre. Sto pensando a questi ultimi giorni e a tutte le cose che stanno mutando.
Sto pensando alla mia migliore amica che e' venuta qui e che ho sentito lontana , distante.
C'e' silenzio nella stanza tranne per l'orologio appeso al muro che mi ricorda che ogni attimo sta scivolando via irrimediabilmente.
Sono contenta di essermi liberata di un po di consuetudini; che siano benvenuti i dubbi e le incertezze delle nuove scelte.
Qui nel profumo caldo della mia casa, nella tranquillita' della mia solitudine posso finalmente concedermi al sogno...posso finalmente celebrare una nuova stagione...

Sunday, December 03, 2006

L'insostenibile leggerezza dell'essere

Ross mi ha guardata e mi ha detto: " ci vediamo presto" e mentre lo diceva le parole gli morivano sulle labbra e gli occhi erano lucidi. Ho sentito un nodo in gola perche' all'improvviso, inaspettatamente come una doccia ghiacciata,ho capito che lui ci teneva davvero.E allora avrei voluto piangere, avrei voluto davvero avere qualcosa di importante da dire.Ma ero li' e avevo gia' fatto un passo fuori dalla porta, avevo raccolto le mie cose e i miei ricordi ...non volevo mi si sciogliessero fra le mani ...Ho ricordato per una frazione di secondo Roberto, che nel corridoio aveva gridato :" dov'e' l'italiana?" Lui che di solito non vede l'ora di andare via di li' e lo fa, di fretta, senza salutare...mi aveva abbracciato e sorriso...era sincero.Poi si era voltato e aveva imboccato la porta. Mari , piccola come una bambola,si era avvicinata e con la sua solita riservatezza di donna giapponese, voleva salutarmi anche lei. Anna poi era entrata nel bagno dove mi stavo cambiando, lei voleva subito mettere in chiaro che nulla sarebbe cambiato se non che in meglio e invece di dirmi il solito "a presto" chiedeva subito cosa avrei fatto la prossiama settimana...le ho sorriso. Anna che dice di essere debole ma che in realta' e' tenace e forte, che non le sta mai bene niente, che vorrebbe cambiare tutto.Poi le luci hanno iniziato a spegnersi ,la giornata stava finendo... ho percorso il corridoio e ho visto Pascal che si infilava il cappotto.Gli ho detto:" posso farti un ultimo saluto?"Pascal con la sua altezzosita' francese ha abbassato gli occhi ed ha risposto" ah si, ciao..." poi ha sorriso, ha capito che non volevo scherzare e allora mi ha porto una busta e mi ha detto" e' un regalo per te", mi sono aperta in un grande sorriso, ero sorpresa, "Non sto lasciando il paese..."...e lui subito" ma stai lasciando qui...e questo e' sufficiente per me"ha nascosto bene un po di tristezza.
Ora sono nella metro, sto aprendo il bigliettino che accompagnava il regalo...ci sono tutti loro, mi augurano buona fortuna...poi lo sguardo mi cade su uno in particolare..." Ti voglio bene! non voglio che tu te ne vada, tu sei la mia musa. Ci si vede presto.Con tanto amore. Ross"...

Friday, December 01, 2006

Sguardo frontale a dieci cose che amo


Amo i sorrisi quelli che inaspettatamente spuntano sul viso delle persone sincere, che ti fanno perdonare ogni cosa subita, che sono contagiosi come il morbillo, che ti travolgono come un onda e ti lasciano disarmato per sempre, anche quando sono durati solo un attimo.
Amo chi sa dire "si" generosamente e "no" con coraggio, che fa della sua vita una variabile senza troppe certezze senza smettere mai di credere che domani sara' senz'altro un giorno migliore.
Amo incondizionatamente la mia famiglia, i miei amici, e tutte quelle speciali persone che mi regalano un po'di loro, che mi insegnano e mi guidano alla ricerca dell'unica cosa che per me e' veramente importante e che e' la felicita', che sono un'ispirazione costante, e che profondamente rispetto.
Amo la vita che non si spreca nella corsa frenetica ma che si gusta attimo dopo attimo, che e' fatta di tavole imbandite, di feste, di musica, di profumi buoni, di viaggi alla ricerca di se stessi e di paesaggi con i quali riempirsi gli occhi e il cuore ma anche di giornate che vorremmo dimenticare, di quotidianita' alle quali vorremmo sfuggire, di lacrime, di malinconia, ma che comunque fanno parte di noi e che scrivono la nostra storia tanto quanto i momenti felici.
Amo chi sa perdonare anche quando fa tanto, troppo male, che non giudica mai definitivamente, che e' disposto sempre ad ascoltare, a capire.
Amo in altrettanto modo coloro che sanno chiedere scusa con umilta' e sincerita', che sanno di non essere perfetti e che tentano di rimediare alle loro mancanze.
Amo gli occhi dei bambini, che dicono sempre quello che pensano, che sono puri, sono veri, che non si domandano cosa voglia dire essere disonesti e dai quali c'e' sempre qualcosa da imparare;
Amo tutto quello che riesce a sorprendermi positivamente, a lasciarmi senza parole per lo stupore e l'ammirazione.
Amo i sognatori che vedono attraverso i loro occhi cose mai viste, che non rinunceranno ai loro sogni e che continueranno a crederci anche quando gli altri diranno loro di essere senza speranza.
Amo l'amore, che mi incendia con la sua forza, che non si brucia nelle passioni ma dura per sempre, che va protetto e alimentato e che fa cose meravigliose.