
E' stato un giorno bellissimo. Niente che fosse in eccesso. Niente che fosse dettato da una costrizione di circostanza come in realtà avrebbe potuto essere data l'occasione. Per questo l'ho amato.



Le foto vireranno al magenta e in un caldo giallo ocra. La carta si incresperà agli angoli. Piccole crepe si disegneranno sulla superficie patinata dell'immagine, io le guarderò così impreziosite dal tempo che è passato, dal tempo che non torna.


Ha poca importanza. 










Ho viaggiato verso Nord.
Il mio ultimo viaggio italiano prima della dipartita.
Ho consumato la nostra ultima conversazione seduta ad un tavolino di un bar. Mentre parlava mi sono accorta di quella piccola macchia scura accanto all’iride del suo occhio sinistro. Una piccola macchia in così tanta limpidezza. Dettagli eloquenti. Non lo cercherò mai più. Non lo cercherò perché mai più seguirò i passi di chi non ha voglia di una mia significativa presenza nella sua vita. Una eccezione fatta per lui e per lui soltanto svanita al cenno del suo ulteriore rifiuto.
Alle prime luci del mattino ho preso la testa fra le mani, ho stretto forte le spalle, mi sono raggomitolata sullo stomaco. Continuo a credere che la mancanza generi sempre sottrazioni reciproche. Mentre tutto andava alla deriva ed io annegavo naufragando, ho sentito le mani del mio amico scivolarmi tra i capelli ed accarezzarmi le guance. Siamo rimasti così abbracciati e muti. Il dolore ha degli abissi così profondi da non riuscire a vederne la fine.
Ho percorso la costa di levante ed ho osservato la gente ritmare la propria vita allo scandirsi alterno di un semaforo. Mi sono ubriacata di sole e di vento salmastro eppure avrei voluto essere altrove, possibilmente lontano.
La consapevolezza psicologica di una vicinanza fisica ci costringe ad essere maggiormente determinati negli intenti. Cedere significherebbe costringersi ad una agonia insopportabile. Durante la mia ultima sera, parole silenziose hanno navigato negli sguardi di rapporti consolidati, di rapporti recuperati. C’erano tutti gli sguardi che avrei voluto tranne i suoi ma non c’era da stupirsi per chi aveva già post posto un incontro privilegiando le incombenze di un insignificante quotidiano. Piccoli dettagli che passano silenziosi e che si rivelano solo in considerazioni successive. Sono finiti i tempi dove si consumavano miglia anche solo per uno sguardo. La verità è negli occhi.
Questa storia ha tutto il sapore di una disfatta.
L’esilio non è mai stato come in questo momento, una scelta più dolce. Le persone che mi vorranno sapranno dove cercarmi e mi troveranno sempre nei loro pensieri. Guarirò. Tutte le ferite si rimargineranno.
Tornerò e splenderò di una bellezza rara.